Ancora una volta la cara e vecchia Inghilterra non si smentisce mai e ci regala tante novità dal punto di vista musicale, in una settimana ricca di news tra Queen, Coldplay ed i fratelli Gallagher.

Partiamo con i Queen. O quel che resta dei Queen. A quanto pare la band formatasi nel 1970 a Londra non vuole fermarsi, neanche con l’assenza di Freddie Mercury: May e Taylor, dopo un tour ricco di successi in America, hanno annunciato un tour europeo (con una tappa qui in Italia, precisamente il 10 febbraio al forum di Milano) in compagnia del giovane talento Adam Lambert, chiamato a sostituire l’insostituibile voce di Mercury.
Secondo i Queen, Adam ha il perfetto stile ed una voce meravigliosa, introvabile “nemmeno se avessero fatto cinquemila provini” . Inoltre, il 33enne cantante blues ha affermato di voler dare uno stile tutto suo alle canzoni della band, senza cercare di stravolgere troppo quello di Mercury.
Tuttavia Lambert non c’è nel disco, uscito l’11 novembre, che presenta oltre a vecchi brani rimasterizzati, anche tre inediti, in pieno spirito tipico della band. Queen Forever, insomma, proprio come il titolo dell’album. E le sorprese non sono finite qui, perché a breve uscirà un grandissimo inedito, addirittura con Micheal Jackson. La band ha dichiarato: “Michael Jackson? Adorava Freddie Mercury e se solo ora abbiamo pubblicato il loro duetto è perché questa versione non era mai stata registrata interamente, ma era su più nastri, come un puzzle. Per fortuna lo abbiamo ricomposto“.
Fare commenti è superfluo, perché i Queen sono una macchina che funzionano, i concerti sono sempre sold out: era proprio necessario però recuperare demo di due personaggi ormai morti come Jackson e Mercury solo per scopri lucrativi? Era proprio necessario tornare con un sostituto di Mercury? The show must go on, ma fino a quanto continuerà?

Da una band che torna, una band britannica che se ne va?
Ancora incerto infatti il futuro dei Coldplay, band ormai attiva dal 1997, che dopo il buon successo di Ghost Stories ha deciso di annunciare la pubblicazione di A Head Full of Dreams, di cui si può già ascoltare la traccia “Miracles”.
Potrebbe però questo CD essere anche l’ultimo dei Coldplay. Il cantante Chris Martin ha infatti dichiarato: “ È il nostro settimo disco e lo vediamo un po’ come se fosse l’ultimo libro di Harry Potter. Ciò non significa che non potrà esserci qualcos’altro dopo questo disco, ma A Head Full of  Dreams sarà in ogni caso una sorta di completamento del nostro percorso. È stato grandioso passare da Ghost Stories allo studio di registrazione: ora stiamo facendo cose che suonano in un modo differente. Devo pensare questo album come se fosse l’ultimo lavoro che facciamo insieme, altrimenti non metteremmo tutto di noi al suo interno.”
Ultimo CD o meno, questa news ha spiazzato il mondo musicale e c’è già chi pensa che sia una mera mossa commerciale, fatta solo per provare a superare le vendite di Ghost Stories (che non è andato come speravano). E’ quasi sicuro il sold out per il tour mondiale, che farà tappa probabilmente a Milano, nello stadio San Siro (il capoluogo lombardo è gettonato nel 2015 per via dell’Expo, quindi non sorprendetevi troppo se sarà un anno ricco di grandi eventi).

Ma nel britpop non ci sono solo belle notizie ma anche guerre intestine. La causa? Sempre loro, i fratelli Gallagher. Dopo aver scatenato la BritPop War negli anni ’90 contro i Blur (guerra poi archiviata con le scuse di Noel che augurò a Damon Albarn di morire di AIDS) e dopo essersi separati per intraprendere carriere divise (Liam in maniera molto fallimentare, conclusasi con la fine dei Beady Eye), gli ex-Oasis tornano a far parlare di sé con un nuovo nemico: le band britpop, ma più nello specifico, Kasabian ed Arctic Monkeys.
Ci aveva già pensato nel lontano 2011 Liam Gallagher ad attaccare i Radiohead, famosi solo per Creep – a detta sua – e meno interessanti dei Beady Eye (come già ho detto, terminati pochi mesi fa, mentre i Radiohead cominciavano a lavorare su un nuovo album). Noel invece rincara la dose, affermando che non c’è nessuna band britannica in grado di ispirare le persone, buttandola persino su un discorso socio-politico : “La classe operaia in Regno Unito non ha più una voce e trovo la musica sempre più appartenente al ceto medio. Esistono X Factor e tutte quelle cose simili, puoi menzionarmi una grande band che ha avuto successo fuori da questa nazione? In realtà non ci sono state grandi band negli ultimi 10 anni”.
Quando poi viene chiesto a Noel di esprimere la sua sugli One Direction, usciti proprio da X Factor UK:
Non sono una band, sono un gruppo e buona fortuna per loro. Gli Arctic Monkeys e i Kasabian dovrebbero vergognarsi perché sono ormai da più di 10 anni sulle scene e non sono riusciti ad ispirare nessun altro. Non vedo più nulla partire dalla classe operaia”.
Poca classe e tanta critica, un prodotto tipico di casa Gallagher. Che forse sia un tentativo per fare terra bruciata intorno a sé e spianare la strada per una reunion smentita più e più volte da entrambi? Staremo a vedere.

Parlando di X Factor e di critica, impossibile non citare John Lydon, ex membro dei Sex Pistols, che nel corso di una conferenza stampa ha inveito contro Simon Cowell per aver creato X Factor ed aver ucciso la musica, contro Mick Jagger, giudicato troppo vecchio per quello che fa sul palco, definendolo “imbarazzante”, per poi stroncare definitivamente i rumors su un possibile ritorno dei Sex Pistols: “No, ormai è una questione chiusa e finita. Ci avete visto? Ormai siamo troppo grassi per salire su un palco, abbiamo messo su troppo peso”. Viva la sincerità.

Tra tante news e rumors, solo una cosa è certa: Dio salvi la scena musicale britannica.

 

Diego Sbriglia