Può la libertà religiosa essere difesa e garantita al punto da mettere in pericolo libertà e diritti fondamentali della persona? Il parlamento del Michigan, piccolo e popoloso stato degli Stati Uniti sito al confine con il Canada, sembra rispondere di sì. Tra tutti i paesi del mondo dove ci si sarebbe aspettato di veder messi in pericolo, in nome della libertà religiosa, i diritti civili ascritti universalmente all’individuo, bisogna ammettere di non aver mai pensato ad uno stato membro degli Stati Uniti. Eppure è notizia recente l’approvazione (per ora solo alla Camera) di una legge che, se approvata in via definitiva, potrebbe di fatto permettere una serie di pericolose discriminazioni compiute sotto la bandiera dei principi religiosi.

In effetti la questione spinosa, in questi contesti, è quella di stabilire il confine lecito tra il diritto di ogni cittadino di vivere liberamente, quindi anche secondo i propri principi morali e religiosi, e il potere statale di determinare i limiti di questa libertà. Il Religious Freedom Restoration Act, la suddetta legge in approvazione nel Michigan, pone come premessa la difesa della libertà religiosa anche e soprattutto contro i veti e i limiti imposti dall’autorità statale e dalla legge: una sorta di obiezione di coscienza generalizzata che, se applicata, comporterebbe la possibilità – per chiunque svolga un pubblico servizio o un’attività di pubblica utilità – di rifiutare una determinata prestazione, sulla base dei precetti morali che la propria religione gli impone, a chiunque si ponga in contraddizione con questi.

Questo disegno di legge ha quindi il subdolo e anacronistico obiettivo di porre la legge morale dell’individuo al di sopra delle leggi civili, permettendo dunque alla libertà religiosa di calpestare completamente tutti gli altri diritti umani. Non è difficile immaginare le conseguenze di un tale provvedimento, se pensiamo al caso di un paziente in gravi condizioni – la cui vita dipenda da una trasfusione di sangue – che si trova ad essere curata da un medico testimone di Geova: in vigenza di una legge come il RFRA, il medico potrebbe legittimamente rifiutare la trasfusione e questo comporterebbe la morte del paziente. Si possono immaginare esempi meno tragici, come il caso di un farmacista cattolico che si rifiuti di prescrivere una pillola anticoncezionale, o il caso di un negoziante musulmano che si rifiuti di vendere vino ad un altro musulmano.

Ma chi più teme le conseguenze di questo provvedimento è la comunità LGBT: l’omosessualità è una pratica che vanta infatti il record di anatemi religiosi. La libertà religiosa di un insegnante che consideri, per convinzioni religiose, un grave peccato l’omosessualità non dovrebbe mai prevalere sul diritto dello studente omosessuale a vedersi impartito l’insegnamento. La libertà religiosa del padrone di casa omofobo sempre per motivi religiosi non dovrebbe mai giustificare lo sfratto di un inquilino omosessuale. Eppure con la legge in questione, l’insegnante e il padrone di casa omofobi, di fronte ad un tribunale, troverebbero una qualche giustificazione legale al proprio comportamento. Ecco perché una legge che si pone apparentemente a difesa della libertà non fa altro che esporre i propri cittadini all’autorità delle regole morali delle varie religioni, restringendo di fatto le libertà di tutti.

Il caso riportato è certamente estremo, e sarà necessario seguirne gli sviluppi per capire dove porterà. Un fatto del genere fa riflettere sul doppio, e contraddittorio, binario sul quale la società liberale odierna si muove: il progresso nel campo dei diritti civili, fortemente legato all’emancipazione della società dagli spettri della morale, fa i conti con la presenza ingombrante della libertà religiosa. Tutelare la libertà di vivere secondo la propria morale, in genere, ricomprende anche la libertà religiosa: tuttavia quest’ultima ha per definizione la tendenza a reprimere – e a voler vedere repressi – i comportamenti che vadano contro sé stessa. La libertà morale è anche libertà di vivere in modo immorale, ma è spesso difficile accettarlo per chi invece vede nella propria morale una regola inderogabile di Dio. In questo senso tutelare la libertà religiosa e tutelare le altre libertà (così come accade nella contrapposizione tra la libertà d’impresa e i diritti dei lavoratori) è una strada piena di ostacoli, che necessita dell’intervento dello stato – quello che nel Michigan vorrebbero eliminare – per non vedere la prevaricazione dell’una sulle altre.

Basta dare un’occhiata a questa mappa per comprendere quanto una maggiore influenza della morale religiosa sull’ordinamento civile degli stati comporti una maggiore restrizione delle libertà – in questo caso sessuali e di genere – degli individui. L’Europa non criminalizza più da tempo l’omosessualità, che in ancora troppi paesi dell’Africa e dell’Asia può portare a detenzione, ergastolo o addirittura a pena di morte. Nel nostro continente la libertà dei gay di manifestare la propria sessualità è riconosciuta giuridicamente ormai in tutti i paesi Europei, ad esclusione recente della Russia. Non mancano proposte e partiti politici di matrice omofoba anche di largo consenso, né fenomeni dilaganti di discriminazione ma le restrizioni della libertà per la comunità LGBT in Europa si limitano ormai all’impossibilità di contrarre matrimonio e di adottare bambini. Il matrimonio è ammesso solo in dieci paesi, altri quindici paesi riconoscono in vario modo le unioni civili in forma non matrimoniale e infine in ventuno riconoscono l’adozione piena delle coppie omosessuali, l’adozione del figlio del partner oppure l’adozione da parte di single (là dove è ammesso il matrimonio omogenere).

L’Italia e i paesi dell’Europa orientale rimangono indietro rispetto al resto dell’occidente. Il nostro paese – bloccato dai tempi del governo Prodi nella discussione di un disegno di legge che ammetta almeno le unioni civili – non ammette né il matrimonio né altro tipo di unione civile per le coppie tra persone dello stesso sesso, e non ammette di conseguenza l’adozione, neanche per i single.

Roberto Davide Saba

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