Il 13 Dicembre, presso la sede del comitato regionale di L’Altra Europa con Tsipras, l’eurodeputata Eleonora Forenza ha presieduto la conferenza stampa “Anomalie dell’inceneritore di Acerra” per discutere delle irregolarità da denunciare alla sede del Parlamento europeo. Insieme ad Eleonora Forenza sono intervenuti Tommaso Esposito, del comitato contro l’inceneritore di Acerra, il coordinatore cittadino Giuseppe Cantore di SEL e Vincenzo Tosti del comitato Stop Biocidio.

Negli anni, i cittadini di Acerra sono stati costretti a subire una ferita democratica, sfociata nel dramma quando durante l’Agosto del 2004 ci fu una manifestazione dei cittadini che si opponevano all’inceneritore e a tutte le politiche illegittime costruitesi intorno; il territorio fu allora definito un “luogo strategico nazionale” per lo smaltimento dei rifiuti, e ciò rappresentò il potere dello Stato di strumentalizzare un popolo ormai costretto a vivere in un futuro di cimiteri.

A dieci anni, su quella ferita si continuano a gettare pacchi di sale” come afferma Esposito, perché “lo Stato non è ancora in grado di garantire sicurezze”; così come la Regione Campania ha provocato un “affare capace di trasformare l’emergenza in una situazione di speculazione sulla salute, attraverso la mancanza di trasparenza proprio riguardo le irregolarità sorte sul CIP/6 e la successiva ed ancora attuale proroga dell’AIA (tra l’altro scaduta nonostante l’inceneritore continui a funzionare ancora).” Irregolarità che -ricordiamo- vedono la combustione di ecoballe, violando le normative vigenti in Europa.

foto2L’emergenza voluta è stata provocata a seguito dell’allaccio di rapporti statali con le organizzazioni criminali campane; e i cittadini di Acerra, costretti ad ascoltare menzogne e guardare la faccia della morte ogni giorno, tra il puzzo acre di rifiuti tossici, hanno ripreso dignità solo quando la Corte di Giustizia Europea ha sanzionato l’Italia a causa di queste illecite magagne. Ciononostante, “dal periodo bassoliniano a quello di Caldoro la Regione non ha ancora un vero piano ambientale ben strutturato” afferma il rappresentante di SEL. E inoltre lancia “un atto di diffida al Comune, alla Regione, all’ASL Napoli 2 Nord e all’ARPAC a nome del Cantiere della Sinistra Unita di Acerra” proprio in merito al rilascio di sostanze nocive nell’area.

Prende parte alla conferenza anche Vincenzo Tosti, del movimento Stop Biocidio, che dichiara a Libero Pensiero di essere “felice perché finalmente si hanno dei riferimenti politici al Parlamento d’Europa, che sappiano portare sui tavoli una problematica complessa quale l’ambiente. Durante gli ultimi due anni sono state tante le iniziative di Stop Biocidio, come proposte pratiche a cui però il Governo ha tentato di dare delle risposte, ma senza intervenire concretamente sui territori. Da allora niente è cambiato. La data del 16 Novembre contò 120.000 persone in piazza a Napoli, che viaggiavano su un’onda emotiva, dovuta alle morti di bambini e giovani che continuano ad esserci tutt’ora; dato che la gente s’indigna se il Governo nega lo stato delle cose generalizzando su scorretti stili di vita meridionali, Stop Biocidio e gli altri movimenti, tentano di dare una chiave politica a queste situazione, cercando di creare coscienza.”

Infine, l’eurodeputata Eleonora Forenza rilascia alcune dichiarazioni in esclusiva ai microfoni di Libero Pensiero:

Cosa e come si deciderà di muovere con questo tavolo di discussione in Europa riguardo l’istanza della chiusura sull’inceneritore di Acerra?

“Come Parlamentare europea e membro della commissione ambiente, rivendico il dovere di sollevare la questione dell’inceneritore di Acerra, con particolare riferimento al fatto che riteniamo gravissima la violazione delle norme sugli aiuti di Stato, nel momento in cui questo viene finanziato con dei contributi che potrebbero essere degli incentivi destinati alla raccolta differenziata, e allo smaltimento che dovrebbe avvenire con ben altre modalità, senza avere un forte impatto sulla salute dei cittadini. Abbiamo presentato questa interrogazione alla Commissione europea e nel giro di un mese dovremmo averne risposta; sottolineo che il merito di questa interrogazione va soprattutto a quei movimenti campani che tengono alta l’attenzione su queste problematiche. Sono questi movimenti territoriali che stanno dando un contributo politico molto  importante al sud.”

Le sanzioni inflitte all’Italia riguardo la questione dello smaltimento, oltre ad essere una figuraccia, e tra le sanzioni più alte mai comminate, sarebbero potute essere dei fondi da utilizzare in ben altro modo:

“È esattamente quello che vogliamo sottolineare. La Corte ha ribadito che il Governo Italiano e la regione Campania non hanno mai operato sulla questione rifiuti nella direzione giusta: sono loro i responsabili della nascita di quest’emergenza, oltre al fatto che hanno utilizzato impropriamente gli aiuti di Stato che vengono dati per l’inceneritore, e senza aver destinato quelle risorse a dei metodi di smaltimenti alternativi che non pesassero sulla vita dei cittadini.”

Anche in Campania ci si avvicina alle elezioni regionali: in Emilia Romagna come in Calabria, cominciano a prendere corpo liste de L’Altra Europa con Tsipras. Come vede l’esperienza nel quadro che si delinea circa le alleanze del Partito Democratico, e come crede debba muoversi la lista L’Altra Campania?

“Giorni fa ero qui, alla presentazione dei comitati de L’Altra Campania, che mi sembra abbiano scelto, giustamente, in primo luogo di lavorare sui contenuti, sui programmi e sulla relazione con i movimenti. Credo sia un elemento positivo che L’Altra Europa si radichi sul territorio, e credo che noi non possiamo avallare e sostenere nessuna forma di governo regionale che sia in continuità col governo Renzi e le politiche di austerità che egli sta portando avanti.”

a cura di Alessandra Mincone ed Emanuele Tanzilli