C’era una volta, nella lontana Cina, un villaggio. Non è l’inizio di una fiaba, non ha un lieto fine. Quel villaggio c’è ancora, ma non è un villaggio felice, uno di quelli in cui la vita scorre tranquilla per la scarsità di risorse, in cui i bambini giocano spensierati e sorridenti e i genitori assolvono ai loro compiti a ritmi naturali. Hesham è un villaggio avvelenato.

10833669_680267528761378_1523471348_nA Hesham, nella provincia di Hunan, nella Cina centrale, vivono circa 1500 persone. Negli anni Cinquanta, sono sorti nei dintorni stabilimenti industriali e miniere per la lavorazione di un minerale presente nella zona, il realgar, contenente arsenico. Nel 2010, 157 persone sono decedute a causa del cancro provocato dall’arsenico. Nel 2011 gli stabilimenti sono stati chiusi, ma le polveri tossiche colpiscono ancora gli abitanti del villaggio, causando principalmente cancro alla pelle, ad altre 190 persone precisamente.10567950_680267525428045_699513878_n

Wen e Xiong vivono qui da quando si sono sposati. Xiong lavorava in una mineira di realgar, né guanti, né maschera per lui. A 50 anni scopre il cancro alla pelle. Dopo un’operazione, il tumore si sposta ai polmoni. Wen, moglie di Xiong, ha 65 anni e un cancro alla cervice. La coppia è stata esposta per anni ad una quantità di arsenico 15 volte superiore a quella consentita dalla legge cinese.

10822302_680267548761376_1988211517_nLa totale mancanza d’iniziativa da parte delle autorità governative, ha spinto molti giovani, fra cui i figli della coppia, a trasferirsi altrove.
Wen e Xiong hanno ricevuto 10000 yen dal governo locale, ma questa cifra non copre neanche un ciclo di chemio o radioterapie. L’ottantaduenne Qin Wenji ha un tumore ai testicoli che lo costringe a cambiarsi i pantaloni più volte al giorno. Ha deciso di non operarsi per evitare il rischio che il tumore si sposti ad organi interni più delicati.961451_680267518761379_28610172_n

Sul corpo di Gong Yuqiu le macchie si fanno sempre più grandi e più scure. Meglio non sapere, pensa. Sua madre s’è uccisa  a 60 anni per l’impossibilità di sopportare le conseguenze del tumore alla pelle. Aveva già perso 4 dita, alcuni amici, tanti conoscenti. Xiong Denim, 71 anni, affetto da cancro alla pelle, non riesce a pensare ad altro, solo alle medicine da prendere ogni giorno, per rimanere in vita. Wu Yangkui guarda la foto di suo marito, la conserva con cura in un cassetto.

Sundra Sorrentino