Proseguono le operazioni di terrorismo e proselitismo dell’ Isis. Mentre dall’ovest della Siria giunge la notizia di altri quattro uomini decapitati dalle bande del califfato, si hanno delle novità sulle modalità di reclutamento dei jihadisti e sui suoi gestori. Si sa già da tempo, infatti, che il proselitismo procede attraverso il web, servendosi prima di tutto dei principali social network per comunicare e attirare a sé nuove reclute.

Numerosi, sui social, sono gli account che inneggiano al califfato. Proprio uno di questi, però, sarebbe stato chiuso nei giorni scorsi e il suo autore arrestato: secondo la polizia indiana, Mehdi Masroor Biswas, cittadino di Bangalore, sarebbe stato il gestore dell’account ShamiWitness, con più di 17.700 seguaci, fra cui diversi miliziani dell’ Isis. L’uomo era in possesso di “documenti incriminanti, testi islamici e molte fotografie”, come racconta il direttore generale della polizia indiana, L.R. Pachau, che ha fatto irruzione nella sua casa all’alba del 12 dicembre.

Nel frattempo, altre novità emergono sul proselitismo attraverso il web: a essere usata, oltre Facebook e Twitter, è anche la piattaforma Ask.fm, creata nel 2010 da Klaves Sinka. Ask.fm è un social che basa tutto sull’anonimato: una rete in cui lo scopo principale degli utenti è fare domande e dare risposte, senza però che essi vengano riconosciuti. Una vera manna per le bande dell’ Isis. Secondo l’Fbi, infatti, proprio su questo social sarebbe avvenuto il reclutamento di diversi giovani: garantito l’anonimato, a volte coperti dagli stessi gestori della piattaforma (più restii a collaborare con le forze dell’ordine), l’ Isis avrebbe avuto gioco facile a convincere ragazzi e ragazze a combattere al proprio fianco, stimolando in loro la riscoperta delle proprie origini e un ritorno alla religione islamica. Da Denver, infatti, sarebbero partiti tre ragazzi e due ragazze nel corso degli ultimi mesi: prima convinti (per le ragazze si parla di novemila messaggi scambiati), poi aiutati nel viaggio, ora questi giovani sono a fianco dell’ Isis, in Medio Oriente.

Elisa Elia