L’inchiesta Mondo di Mezzo sembra aver trovato la sua conclusione. Nel riesame che si è svolto a Roma è stata confermata l’associazione mafiosa, a cui è seguita la ratifica della carcerazione di Massimo Carminati, ovvero il capo dell’organizzazione, e altri tre ossia Riccardo Brugia, Roberto Lacopo e Fabrizio Franco Testa. Stessa misura cautelare per Emilio Gammuto, ad opera del capo del collegio Bruno Azzolini, il quale ha concesso invece a Raffaele Bracci gli arresti domiciliari, in quanto indagato per usura.

Nonostante la sentenza, i legali di Carminati hanno cosi commentato: “Attendiamo le motivazioni del provvedimento emesso dal tribunale del Riesame. Faremo comunque sicuramente ricorso in Cassazione”. Salvatore Buzzi, uno dei principali indagati, è stato trasferito dal carcere di Regina Coeli all’ala di massima sicurezza del carcere di Badu ‘e Carros, dove è giunto con un volo di linea, per lui è previsto il codice 416Bis, ovvero associazione a delinquere di stampo mafioso. Al caso Buzzi si aggiunge un verbale depositato dalla Procura al tribunale del Riesame in cui si fa testimonianza di un pestaggio, avvenuto nell’Aprile scorso, ai danni di un sottufficiale della Guardia di Finanza, il quale era intento a svolgere alcune indagini verso una società che pareva avesse rapporti proprio con la cooperativa di Buzzi. Indagati quattro soggetti, due di nazionalità albanese e due di nazionalità italiana.

Pertanto Roma si identifica come parte offesa nell’inchiesta della Procura, e si esprime cosi: “in vista della futura costituzione di parte civile dell’amministrazione nel processo penale”, avanzando una richiesta di risarcimento dei “danni morali e materiali conseguenti ai reati per cui si procede, che vedono il Comune quale parte offesa e danneggiata”. Le motivazioni spaziano dal reato contestato che impedisce di esprimere la funzione del Comune ai danni creati da appalti, presenza di usura ed estorsione.

Data l’assenza di condizioni per continuare, in Campidoglio serpeggia una possibile dimissione di Forza Italia per protesta, mentre il Movimento 5S mette in campo il suo ultimatum: “La nostra posizione rimane la stessa: la richiesta di scioglimento del Comune o le dimissioni del sindaco”. Il primo cittadino si esprime, invece, sul freno posto all’arrivo del Giudice Alfonso Sabella come assessore alla Legalità, e lo fa cosi: “In questo momento non ho commenti da fare. Ieri ho incontrato un amico e una persona che stimo, che è il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini. Gli ho chiesto consiglio su alcune questioni e nei prossimi giorni attendiamo delle risposte”. In ultima analisi la costituzione del Ddl anti-corruzione, annunciato dal premier Renzi, la settimana scorsa. Prevista per le 18 la riunione a Palazzo Chigi, i punti previsti su cui battere sono: l’innalzamento delle pene ai corrotti, la restituzione del maltolto, l’allungamento dei termini di prescrizione.

Fabrizio Consiglio