La UEFA ha raggiunto una decisione in merito ai fatti dello scorso 16 Novembre, quando, a causa di disordini dovuti alla tifoseria ospite, Italia-Croazia fu sospesa per 15’ dall’arbitro olandese Bjorn Kuipers.

LE DECISIONI – Una gara parzialmente a porte chiuse e 80.000 Euro di multa alla Croazia, 13.000 Euro di multa all’Italia: queste le decisioni della commissione disciplinare UEFA (Commissione Disciplinare, Etica e di Controllo) che non ha voluto calcare troppo la mano nel punire il doppio lancio di fumogeni in campo e sugli spalti da parte dei tifosi croati (al 4’, dopo il goal di Perišić, e al 75’). Dopo la partita, tra l’alto, furono arrestati 17 tifosi croati per lancio di oggetti vari alle forze dell’ordine; la multa all’Italia, secondo la UEFA, è stata causata dal fatto che non è stato impedito il lancio dei fumogeni ai tifosi.

Provvedimenti leggeri per un problema pesante e presente da tempo: il tifo violento negli stadi. “Tra le tantissime tipologie di tifosi si possono distinguere due macro-categorie: quelli che guardano il campo e quelli che guardano la curva. I secondi sono quelli che già si potrebbero definire ultrà”. Con queste parole Tonino Cagnucci si riferisce a quel particolare tifoso organizzato, l’ultra appunto, di una determinata società sportiva, prevalentemente calcistica ma non solo. Si può far risalire al 1932 la nascita del tifo organizzato in Italia – mettendo da parte gli hooligans tipici dell’Inghilterra-, quando la S.S.Lazio vide il crearsi di una associazione organizzata, i Paranza Aquilotti; ma perché il fenomeno si diffonda dovranno passare diversi decenni.

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Scontri del 2 Febbraio 2007 tra ultras del Catania e le forze dell’ordine, dove l’ispettore Filippo Raciti perse la vita

GLI ULTRAS E IL CUCS – È tra gli anni ’60 e ’70 che cominciano ad originarsi gruppi di tifo organizzato che si stringono intorno ai grandi club calcistici: ogni gruppo ha un proprio nome, un proprio inno e un proprio coro caratteristico. Gli anni ’70 coincidono con l’aumento della violenza nella società italiana, violenza alla quale gli ultras rispondono con ferocia: sempre più spesso si assiste a episodi di vera e propria guerriglia urbana prima, durante e dopo le partite, specie se di quelle importanti. Il più importante gruppo ultrà di questo periodo è il CUCS, ovvero il Commando Ultrà Curva Sud (nome dove compare per la prima volta lo stesso termine ultrà): fino agli inizi degli anni 2000 lo Stadio Olimpico di fede giallorossa sarà popolato da figure di questo schieramento.

Striscioni
Striscioni per l’anniversario del CUCS

Gli anni ’80 e ’90 si rivelano decisivi per la diffusione del modello ultrà italiano prima in Europa e poi nel resto del mondo: ogni club professionista possiede uno o più gruppi di tifosi organizzati e il fenomeno si diffonde soprattutto tra i paesi latini e i paesi appartenenti alla ex Jugoslavia. I veri protagonisti nelle curve degli stadi sono, oramai, gli Ultras cui la polizia si deve opporre con sempre maggior vigore per contrastarne la violenza. Con gli anni 2000 e in particolare per la morte dell’ispettore Filippo Raciti, durante gli scontri tra tifosi del Catania e polizia avvenuti nel Febbraio 2007, si sono inaspriti i controlli: niente più striscioni non autorizzati, pene più dure per i reati da stadio e DASPO preventivo.

È certo che il fenomeno del tifo organizzato violento è uno di quegli elementi che deve sparire dal calcio mondiale; come e in che modo ciò debba avvenire è incerto ma è necessario per rendere il calcio uno sport migliore.

Fonte immagine in evidenza: www.positanonews.it

Fonte immagine media: www.catania.blogsicilia.it; www.almanaccogiallorosso.it

Fonte citazione: T. Cagnucci, Il mare di Roma, Arezzo, Lìmina 2009

Luigi Santoro