Krypton: un viaggio nel passato per dare spolvero ad un pezzo della storia del mondo dei supereroi.

L’universo della Dc Comics, ormai, è diventato una delle migliori fonti di ispirazione per la maggior parte dei serial moderni. Al momento, infatti, se solo contiamo Arrow, The Flash e iZombie (accasati presso il network The CW) o Constantine (CBS) e Gotham (Fox), sono già cinque le serie in cui intervengono i personaggi della nota casa editrice fumettistica. E proprio sulla falsariga del successo delle avventure del commissario James Gordon nella città più dark di sempre, dove vuoi per il Pinguino, Poison Ivy o Catwoman, l’atmosfera sfocia inevitabilmente nel noir, non sarebbe sembrato giusto non dare spazio in tv ad un altro tra i più grandi personaggi dell’immaginario collettivo. Stiamo parlando di Kal El – o forse sarebbe meglio dire Superman per i meno avvezzi – e del suo pianeta madre, il quale darà il nome al nuovo serial drama targato Syfy: Krypton. È già in programma la stesura di un episodio pilota, che sarà affidata al duo David S. Goyer (Blade, Il Cavaliere Oscuro, L’Uomo d’Acciaio) e Ian Goldberg (Flashforward, Once Upon a Time). Entrambi saranno anche produttori esecutivi di una serie che lascia tutti i presupposti per diventare una delle più acclamate del 2015. Inoltre, seguirà la stessa struttura della sopraccitata Gotham (vedi: Gotham, alle origini del crimine), scavando nel passato di Krypton e dei suoi abitanti e facendo ruotare le vicende intorno alla figura di un personaggio apparentemente minore: il nonno di Kal. Ecco la sinossi ufficiale:

Prodotta da Warner Horizon Television e DC Comics, Krypton si svolgerà alcuni anni prima che inizi la leggenda di Superman, quando la Casa di El veniva ostracizzata ed esposta al pubblico ludibrio. Questa serie drammatica seguirà il nonno dell’Uomo d’Acciaio mentre porta speranza e uguaglianza su Krypton, trasformando un pianeta in declino nella futura casa del più grande supereroe che sia mai esistito.

Dopo i proventi di Smallville, de L’uomo d’acciaio e in vista del prossimo Batman v. Superman di Zack Snyder (2016), infine si può che le televisioni di mezzo mondo sono già pronte per riospitare il pianeta Krypton.

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Preacher – Su AMC, invece, diventa sempre più reale il progetto che prevede la realizzazione di una serie tv ispirata al noto fumetto Preacher, scritto e illustrato da Garth Ennis e Steve Dillon. Anche in questo caso il network statunitense, che dopo Breaking Bad e Mad Men ha bisogno di un altro forte prodotto da affiancare a The Walking Dead, ha puntato su una squadra di eccellenza per la stesura dell’episodio pilota, la quale sarà composta da Sam Catlin, Seth Rogen ed Evan Goldberg. Le voci relative all’inizio dei lavori sono in rete da più di un anno, tuttavia solo nelle ultime settimane è stata data l’ufficialità proprio da AMC. Preacher racconta la storia di Jesse Custer, un prete al quale vengono accidentalmente conferiti dei poteri soprannaturali (Genesis) tanto da farlo addirittura rivaleggiare con Dio. Insieme alla sua vecchia ragazza Tulip O’Hare e a un vampiro alcolizzato, Custer intraprenderà un lungo viaggio di ricerca attraverso tutti gli Stati Uniti, affrontando numerosi ostacoli e nemici. Il suo scopo? Incontrare Dio, ormai diseredato e scappato dal Paradiso.

In soli 75 numeri (1995-2000), Preacher riesce a toccare temi profondi o divertenti, che possono sfociare in una serie di riferimenti di classe al mondo del cinema e della fumettistica in generale. A questi si aggiungono i richiami alla religione, talvolta interpretati soggettivamente o da un punto di vista chiaramente poco ortodosso, che rappresentano al momento l’unico punto debole e preoccupante per la riuscita della serie. Sarà difficile, infatti, riprodurre alcune scene e situazioni, soprattutto tenendo conto del pubblico statunitense, così variegato nelle etnie quanto nelle credenze religiose.

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Fonte: The Hollywood Reporter

Nicola Puca

 

 

 

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Studio Ingegneria Aerospaziale alla Seconda Università degli Studi di Napoli. Sostengo la politica giovanile e comunale insieme agli amici di Agorà-Lavoro, Partecipazione e Libertà; scrivo per passione, per la necessità di leggermi e di imparare dai miei errori. Sono un alfista senza un’Alfa, un seriofilo senza DVD, un Jedi senza una spada laser.