Tensione ad alta quota tra i cieli del Mar Baltico: la tragedia è stata sfiorata durante la notte di venerdì, quando un caccia dell’aeronautica militare russa ha rischiato l’impatto con un volo di linea pochi chilometri a sud di Malmö, in Svezia.

Il velivolo civile, di cui non è stata resa nota la compagnia né il numero di passeggeri che trasportava, era partito da Copenhagen e stava dirigendosi in Polonia, prima di sfiorare quella che sarebbe stata una potenziale catastrofe dalla gravissime conseguenze.

Il jet russo è stato identificato da velivoli militari svedesi e danesi, decollati poco dopo il mancato impatto, e i fatti sono stati resi noti dall’aeronautica svedese per bocca del portavoce Johannes Hellqvist.

Il Ministro della Difesa svedese, Peter Hultqvist, ha chiarito che il caccia russo non ha violato lo spazio aereo né della Svezia né della Danimarca, ma ciò che ha determinato la potenziale tragedia è stato il fatto che il jet stesse volando con i sistemi di intercettazione (transponder) disattivati: “Questo è grave. È inappropriato. È palesemente pericoloso quando vengono spenti i transponder“.

Questo gravissimo episodio conta, purtroppo, alcuni precedenti analoghi risalenti ai mesi scorsi, il più noto dei quali avvenuto il 3 marzo di quest’anno: un jet russo aveva, infatti, raggiunto la distanza minima di 90 metri da un volo di linea della SAS (Scandinavian Airlines) con 132 passeggeri a bordo. Più recentemente ancora, in ottobre, il governo di Stoccolma aveva lanciato la sua prima caccia via mare dai tempi del crollo dell’Unione Sovietica, onde setacciare un sottomarino, mai identificato, che era penetrato nelle acque nazionali.

Intanto, da Varsavia, il Ministro della Difesa polacco Tomasz Siemoniak ha confermato l’incremento dell’attività militare aerea russa sui cieli del Baltico, mentre quello estone, Sven Mikser, ha denunciato la presenza di attività militari russe nei cieli sopra Riga: “Abbiamo visto movimenti su vasta scala nell’aria. Abbiamo visto in volo bombardieri strategici a lungo raggio, che non visitano abitualmente la nostra regione. Sono iniziative inutilmente provocatorie“.

La serie di episodi ad alta tensione tra i cieli del Nord Europa si è intensificata dallo scoppio della crisi ucraina ed ha portato ad un regolare pattugliamento degli spazi aerei del Mar Baltico da parte delle unità militari Nato.

Cristiano Capuano