Il ministro dell’istruzione Stefania Giannini fa marcia indietro per quanto riguarda l’abolizione dei test d’ingresso a Medicina, che si terranno normalmente nell’Aprile 2015. Anche se l’annuncio ufficiale non è ancora sopraggiunto, le indicazioni del ministro e del MIUR sono chiare e probabilmente saranno confermate prima di Natale.

Lo stesso ministro ha però recentemente dichiarato a Il Sole 24 Ore che “la riforma che garantirà l’accesso libero a tutte le matricole e la selezione al primo anno o dopo sei mesi partirà dal 2016” ma anche che già per il test del 2015 al MIUR si starebbe studiando una prova selettiva che elimini il test così com’è stato finora; si prevede “un calderone con 60 domande che non rispetta il principio del diritto allo studio e quello della meritocrazia.” Quindi i ragazzi che tenteranno di entrare a Medicina quest’anno dovranno comunque affrontare una prova d’ingresso, che sarà però diversa da quelle proposte negli anni precedenti.

La Giannini in più ha specificato che si sta lavorando per  introdurre nei licei, a partire dall’anno prossimo, un test attitudinale orientativo che permetterà una scrematura iniziale, dando facoltà agli studenti di capire da soli se lo studio della medicina sia adatto a loro o meno. Questo è necessario dato che in molti decidono di tentare la carriera nel campo della medicina perché vi vedono un futuro praticamente certo e stabile. Proprio il CRUI ha affermato che l’elevato numero di iscritti ogni anno “dipende anche dall’errata convinzione relativa al fatto che chi studia Medicina troverà senz’altro lavoro”.

L’intento della riforma (che sicuramente verrà attuata in futuro) è quello di garantire il libero accesso alla facoltà, assicurando a tutti la possibilità di studiare ciò che veramente amano.

Si è più volte pensato di introdurre, già a partire dal 2015, il “metodo alla francese” che consiste nel permettere a tutti gli iscritti della facoltà di frequentare le lezioni e dare esami senza dover sostenere nessuna selezione iniziale che avverrebbe in seguito, o dopo sei mesi dall’inizio dei corsi o dopo la fine del primo anno. Questa selezione sarebbe in base alla media degli esami di ogni studente ( che teoricamente dovrebbe essere maggiore di 25/30 ), gli studenti con la media più bassa della norma verrebbero di conseguenza scartati e solo i più meritevoli proseguirebbero gli studi.

Questo metodo è stato però a lungo contestato, in primis dagli studenti, impauriti dalla possibilità di cominciare un corso di studi ed essere costretti ad abbandonarlo, ed anche dagli insegnanti stessi, preoccupati dal fatto che le strutture delle università italiane non siano adeguatamente attrezzate per accogliere una così alta quantità di ragazzi.

Ovviamente per quest’anno è stato impossibile introdurre questo metodo, ma la Giannini continua per la sua strada e non rinuncia alla riforma per l’accesso alle università, che probabilmente negli anni a venire non si discosterà molto dal “metodo alla francese” il quale, con molta organizzazione e l’aiuto di fondi statali, sarebbe realizzabile.

In merito a questo, Lorenzo Fattori, coordinatore dell’Udu (Unione degli Universitari) ci spiega:  “Noi siamo per l’accesso libero; detto ciò, se le università avessero più risorse e non fossero strangolate dal blocco del turnover, il “modello francese” potrebbe funzionare, le classi non sarebbero sovraffollate e gli studenti, scartati ai test di medicina, non sarebbero costretti ad iscriversi ad altre facoltà scientifiche alle quali non sono realmente interessati.”

L’intento del MIUR non è sbagliato perché è giusto concedere a tutti una possibilità ma sono i metodi ad essere errati: dall’inizio dell’estate del 2014 si è cominciato a parlare di eventuali riforme, si è introdotta la possibilità del “modello francese”, della selezione per “curriculum”, del cambio dei test attitudinali, tutto a partire dal 2015. Gli interessati al corso di Medicina ovviamente sono andati nel pallone, non sapendo se studiare o meno sugli “Alpha test” (che costano comunque un occhio della testa), se dover cominciare a preparare un curriculum degno di essere chiamato tale o se restare fermi con le braccia conserte ad aspettare, visto che spessissimo la Giannini proponeva una nuova iniziativa. Insomma, tante parole e pochi fatti. Non resta che aspettare per vedere cosa succederà ed attendere la conferma del tutto ufficiale della presenza dei test d’ingresso del 2015.

Daniela Diodato