BAGNOLI – Nella sede centrale del liceo scientifico Arturo Labriola di Bagnoli si è tenuta la conferenza stampa indetta dal collettivo Labriola, che negli ultimi periodi di mobilitazione è stato accusato di essere gestito da alcune “cellule criminali”, per aver intrapreso un percorso di lotta politica contro il piano dello Sblocca Italia.

Questo piano, che ha già ottenuto la fiducia in Senato, prevede una serie di articoli tra cui un commissariamento esterno dalla zona di Bagnoli, e gli studenti ci tengono a precisare che non è una novità prevista dal governo Renzi, bensì il completamento strategico di un sistema politico messo in atto già dai precedenti governi nazionali.

Attraverso questa conferenza gli studenti hanno proposto di unire le forze scolastiche dell’istituto per creare una coalizione di opposizione a queste politiche, che veda partecipi non solo gli studenti ma anche gli altri esponenti del collegio d’istituto.

Ci tengono a chiarire che quest’iniziativa è stata proposta come un’alternativa all’occupazione dell’edificio, che non avrebbe portato gli stessi risultati mediatici, di cui la delicata questione ha estremamente bisogno.

A seguito, la rappresentante d’istituto Adriana Manzoni ci rilascia alcune dichiarazioni: “Stiamo facendo in modo di rendere pubblico il lavoro di dedizione per salvaguardare da ulteriori danni la zona dell’ex-base Nato e la questione del commissariamento. L’ordine del giorno della nostra ultima assemblea, analizza nel punto 11 i vari scandali che cominciano dal ’96 con la dismissione dell’industria siderurgica dell’ILVA. Abbiamo chiesto ai membri del collegio dei docenti di approvare e condividere i temi circa la riappropriazione del territorio ex-Nato e la non-attivazione del commissariamento. Il collegio d’istituto ha condiviso con noi questo momento di lotta contro lo Sblocca Italia, decreto che verrà comunque a breve applicato, ma noi ci stiamo preparando a creare una vera e propria opposizione sociale”. “Siamo stati criticati da molti presidi come Mazzarelli dell’istituto tecnico Giordani, che ci ha considerati nullafacenti, ma noi siamo qui per coinvolgere nel momento di lotta tutte le realtà di collettivi che insorgono nell’area flegrea e nel napoletano in generale, auspicandoci il consenso anche di docenti e presidi. La nostra preside, Luisa Vettone, non si è espressa esplicitamente, in quanto non ha approvato il documento da noi stilato ma solo alcuni punti. Questo è comunque solo l’inizio di un momento che ci auguriamo diventi un opposizione più grande e cosciente alle politiche vigenti”.

Gli studenti del collettivo Labriola hanno dunque stilato un documento ufficializzato secondo cui rivendicano una maggiore voce in capitolo sul destino del quartiere Bagnoli, la reale riappropriazione degli spazi pubblici, la riconversione in plessi scolastici dell’ex base Nato, la non attuazione del commissariamento di Bagnoli prevista dal art.33 del Decreto Legge Sblocca-Italia oltre ad una bonifica del territorio sotto il controllo della cittadinanza.

Nonostante la fiducia del Senato per lo Sblocca-Italia, gli studenti proseguono questo percorso di conflitto che sfoci nell’informazione cittadina e nella presa di coscienza comune; infatti tra le proposte indicate sorge anche la volontà di organizzare una settimana di percorsi didattici alternativi, dove si possa discutere e analizzare i decreti dell’esecutivo Sblocca Italia, Buona Scuola e Jobs Act, la storia di Bagnoli e delle lezioni su cosa sia la repressione. Se il progetto verrà approvato si terrà a Febbraio.

Alessandra Mincone