Il Napoli viene sconfitto con un secco 2-0 a San Siro da un  modesto Milan (reti di Menez a inizio primo tempo e Bonaventura in apertura di ripresa), perdendo un’effimera imbattibilità durata 11 turni, ma con  6 pareggi che avevano già rallentato la marcia degli azzurri alla vigilia del match con i rossoneri, con conseguente abbandono della terza posizione.

La squadra di Benitez, che aveva abituato i propri tifosi a gare spesso poco esaltanti con le squadre medio piccole, contro le quali si erano persi punti preziosi per strada, stavolta esce sconfitta, senza scusanti di sorta, anche con una squadra blasonata (almeno sulla carta), scendendo in campo a San Siro per onor di firma, ma con poca voglia di giocarsi le proprie carte.

Il primo gol rossonero, arrivato dopo pochi minuti, con un’incursione di Menez (che partendo tra le linee, taglia come il burro la poco efficace difesa azzurra, per presentarsi davanti a Rafael e batterlo con un comodo diagonale), influisce non poco sulla gara degli azzurri, che stenteranno a riprendersi per poi cadere nel baratro dopo il raddoppio di Bonaventura ad inizio ripresa.

Il Napoli continua a perdere punti e posizioni e viene scavalcato anche dalla Lazio, dopo Genoa e Sampdoria, retrocedendo in sesta posizione.

TATTICA e FORMAZIONI

Benitez schiera la formazione migliore, proponendo Mesto al posto dello squalificato Maggio e concedendo un turno di riposo ad Hamsik, sostituito da un De Guzman in gran forma nelle ultime apparizioni.

Inzaghi deve fare i conti con le assenze di mezza difesa. Out gli esterni titolari Abate e De Sciglio, sostituiti da Bonera e Armero. Fuori anche il centrale brasiliano Alex, con conferma della coppia difensiva Rami-Mexes. In mezzo al campo De Jong davanti alla difesa, con ai lati Poli e Montolivo. In attacco Torres assente per un attacco febbrile, si gioca senza punte di ruolo e anche El Sharaawy si accomoda in panchina.

MILAN (4-3-3): Diego Lopez; Bonera, Mexes, Rami, Armero; Montolivo, De Jong, Poli; Bonaventura, Menez, Honda. All. Inzaghi

NAPOLI (4-2-3-1): Rafael; Henrique, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Lopez, Jorginho; Callejon, Hamsik, Mertens; Higuain. All. Benitez

LA GARA

Nemmeno il tempo di studiarsi tatticamente che il Milan passa in vantaggio con il gol di Menez, descritto in apertura. Il Napoli, come spesso accade, subisce il contraccolpo psicologico più del dovuto e ci mette almeno dieci minuti  prima di riprendersi e tentare la reazione, che arriva, ma senza la dovuta convinzione.

La prima buona occasione arriva intorno al 20° minuto con un doppio tiro di Lopez e Callejon, respinti con i pugni dal portiere rossonero. Il Napoli vive di fiammate individuali, ci provano ancora Mertens e Callejon, ma i loro tiri poco convinti creano solo qualche apprensione.

L’azione degli azzurri non è veemente, nè vibrante, molti gli errori in fase di impostazione della manovra, che si sviluppa con estrema lentezza e prevedibilità, anzi gli azzurri rischiano nuovamente in difesa con un tiro di Poli che si spegne di poco al lato della porta di Rafael. L’occasione buona capita nel finale di tempo, ma gli azzurri sono anche sfortunati e un tentativo di autogol di Mexes su tiro cross di Higuain finisce fuori di pochi centimetri e il tempo si chiude sull’1-0 per i rossoneri.

Ci si aspetta un Napoli più deciso e combattivo nella ripresa, invece arriva inesorabile il raddoppio rossonero, anche stavolta dopo soli 6 minuti. E’ Bonaventura a insaccare di testa con un inserimento in area, lasciato colpire indisturbato da una difesa azzurra sempre più distratta e mal posizionata.

Il gol del 2-0 è una mazzata troppo pesante per questo Napoli, che si scioglie e si innervosisce, abbassando le armi e rinunciando alla battaglia, dimostrando poca voglia di reagire e totale mancanza di verve e animus pugnandi. Nemmeno le sostituzioni di uno spento Jorginho con Hamsik e di De Guzman con Zapata riescono a cambiare il “leit motive” del match, anzi è il Milan a sfiorare in almeno 3 occasioni il terzo gol con Poli, Menez e Montolivo.

Nel finale non arriva neppura il gol della bandiera, con Higuain e Zapata che ci provano con conclusioni poco fortunate.

Un 2-0 pesante, che inibisce il cammino del Napoli in campionato e che deve far cominciare a riflettere per come i calciatori si sono espressi in campo, si può perdere, perchè l’avversario lo merita ed è più forte, non rinunciando a giocare al primo inconveniente.

Il presidente De laurentiis ha imposto un ritiro punitivo e riflessivo prima della gara contro il Parma che si giocherà giovedì 18 al San Paolo prima della trasferta in Qatar, dove il 22 dicembre affronteremo la Juventus nella finale della Super Coppa italiana.

Fonte immagine in evidenza: napolifans.it

Gianluca Torre