Roma trema. Pensa a nuovi atleti, questa volta a sfidarsi nelle prove sportive. Abbandonate le staffette delle bustarelle, “Roma Capitale” si prepara a ricevere il popolo olimpico. L’annuncio della candidatura dell’Italia come location delle olimpiadi 2024 è arrivato proprio dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, durante la consegna dei collari d’oro al merito sportivo.

Da gennaio – dice – partirà il Comitato promotore sotto la guida di Giovanni Malagò e non lo faremo con lo spirito di De Coubertin, per partecipare: lo faremo per vincere, statene certi”, esordisce davanti ad un pubblico gremito nel salone d’onore del Coni. Pur non essendo ancora un impegno formale, il premier ci crede: “sarà un progetto fatto non di grandi strutture ma di grandi persone. Sarà una delle cose più belle da fare. Avremo strutture all’avanguardia, su tutto ci sarà un controllo tecnico di spesa. Il progetto è incentrato su Roma capitale, come è giusto che sia, poi spetterà al Coni allargare la proposta ad altre città: Firenze, Napoli e la Sardegna. Faremo di tutto per andarne fieri”. Dopodichè fa retro front: “Non so se ce la faremo ma penso di sì, perchè sarà una delle cose più belle che facciamo per noi, i nostri figli e l’Italia”.

Dunque, iniziano ufficialmente i lavori per proporre, nel settembre 2015, la formale candidatura all’evento sportivo. “Ci sarà trasparenza assoluta” afferma il presidente del Coni, Giovanni Malagò. “Lasciateci lavorare, dateci fiducia”. Per gli scettici e chi pensa che effettivamente questo non sia proprio un bel momento per l’Italia e per Roma, “L’unica cosa che chiedo è solo di non essere prevenuti. Il mio sogno è quello di sostenere la candidatura con soldi privati. Serve un appoggio molto diverso, ecco perchè io ci credo e ho il dovere di provarci soprattutto per tutte le generazioni future”. Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, è contento: “Dobbiamo essere orgogliosi di questa candidatura che Roma affronta con lo spirito di vincere. Non per Roma ma per l’Italia. Roma è una città di persone perbene. La mia amministrazione, rispetto a quando Mario Monti prese quella clamorosa decisione, ha tagliato 550 milioni di euro di sprechi. Adesso abbiamo un bilancio sano,siamo tornati a essere una città che fa i bilanci di previsione l’anno prima e non l’anno dopo come era accaduto nella gestione Alemanno. Abbiamo tutte le carte in regola, e poi, alle spalle, abbiamo oltre tremila anni di grandissima storia”, conclude. Della stessa idea anche il presidente della regione Lazio Zingaretti : “Io penso che la candidatura di Roma per le Olimpiadi 2024 sia una grande e bellissima sfida, che va affrontata con l’unità di tutti e offrendo tutte le garanzie che, quando si tratta di grandi eventi, è giusto e opportuno dare”.

Le critiche però non tardano ad arrivare. Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini ai microfoni di Radio Padania dice: “Renzi sembra che viva su un altro pianeta, considerando i debiti ancora da pagare per passate Olimpiadi e i problemi economici, ipotizzare Roma come sede olimpica sembra una follia. Se non le fanno ad Oslo perchè costano troppo magari a Roma c’è qualche amico da far lavorare. Sarebbe utile – conclude – che il fenomeno di Firenze pensasse alle migliaia di società sportive dilettantistiche italiane, che fanno fare sport a tantissimi bambini e che rischiano di chiudere per colpa dello Stato, invece di fantasticare su improbabili Olimpiadi”. Dure anche le parole del grillino Di Battista che dalla sua pagina facebook fa commenta: “Oggi, in pieno scandalo #MafiaCapitale questi amici dei ladri pensano a lanciare le Olimpiadi di Roma. E’ compito nostro liberare la Repubblica italiana dai ladri, dai corrotti e dagli inetti” e ricorda la Città dello Sport di Tor Vergata, struttura incompiuta, da 400 milioni di euro. Di Pietro invece, ai microfoni di Radio 24 ironizza: “Si potrebbe fare qualche struttura carceraria in più. Se non sbaglio, le gare di canoa si terranno a Genova. Le potrebbero fare per le strade”. Roma dunque, si appresta, dopo 64 anni, ad accogliere le bandiere olimpiche, ripensando alle immagini di Cassius Clay e Livio Berruti, e sperando sia un occasione di sviluppo.

Giuseppe Ianniello