Orribile strage in Pakistan, dove un commando kamikaze, composto da una decina di talebani pakistani, vestiti con false divise militari, ha fatto irruzione questa mattina nella scuola pubblica militare di Peshawar, nel parte nord-occidentale del Paese, compiendo una vera e propria carneficina: almeno, stando ai dati del bilancio provvisorio, 130 i morti, di cui un centinaio risultano essere studenti tra i 6 ed i 17 anni, e circa 250 i feriti. Ma i numeri sembrano destinati a salire.

Cominciata intorno alle 10.30 locali (vale a dire le 6.30 italiane),  l’operazione terroristica è durata più di sei ore. Gli uomini del commando sono entrati nella scuola, frequentata da almeno 500 allievi, per la maggior parte figli degli ufficiali dell’esercito. Le forze di sicurezza, intervenute rapidamente, hanno circondato l’edificio e hanno affrontato i terroristi in un lungo scontro a fuoco. “Abbiamo scelto con attenzione l’obiettivo da colpire con il nostro attentato. Il governo sta prendendo di mira le nostre famiglie e le nostre donne. Vogliamo che provino lo stesso dolore”. Sono queste le parole di rivendicazione di Mohammed Umar Khorasani, portavoce del più importante movimento talebano pachistano, Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP).

Secondo i media pakistani l’alto numero delle vittime è dovuto al fatto che uno dei kamikaze, ad un certo punto, si è fatto esplodere all’interno della scuola in una zona molto affollata. Gli studenti più grandi, invece, sono stati portati in una stanza e, allineati in gruppo, sono stati uccisi a bruciapelo. Uno tra gli studenti rimasti feriti nell’attentato racconta: “Oggi avevamo un esame di chimica. Appena ho finito, mentre ero seduto nel laboratorio, è iniziata la sparatoria. Sono entrati dei militanti e hanno aperto il fuoco su tutti gli studenti. E’ morto un bambino di due anni che qualcuno aveva portato con sé a scuola”.  Altre testimonianze arrivano da una fonte dell’esercito pakistano alla tv americana Nbc, secondo la quale i terroristi avrebbero dato fuoco ad un insegnante, dopo avergli gettato della benzina su tutto il corpo, e costretto i bambini a guardarlo morire.

Intanto le autorità della provincia di Khyber Pakhtunkhwa hanno dichiarato l’emergenza in tutti gli ospedali di Peshawar e della provincia, invitando anche la popolazione a donare sangue per i tanti feriti. Il governo, invece, ha decretato tre giorni di lutto provinciale, e il premier, Nawaz Sharif, che ha definito “una tragedia nazionale” l’accaduto, ha lasciato Islamabad ed è diretto a Peshawar per prendere in mano il coordinamento delle operazioni.

Da sempre il Pakistan con i suoi 180 milioni di abitanti, un arsenale nucleare, una perenne tensione nelle relazioni con l’India e un ruolo decisivo per la futura stabilizzazione dell’Afghanistan, rappresenta un obiettivo strategico per gli USA. E’ un Paese in bilico tra la necessità di mantenere il suo ruolo di potenza regionale e quella di combattere la guerra al terrorismo (l’attentato di oggi lo testimonia). Ciononostante è anche il Paese di Malala Yousafzai, la giovane attivista premiata con il Premio Nobel per la Pace: il suo coraggio contro l’integralismo talebano può (e deve) aiutare un Paese a cambiare e a sollevarsi dai tanti problemi che lo attanagliano.

Andrea Palumbo

 

 

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Andrea Palumbo nasce in un piccolo paese dell'Alto Casertano. Laurea triennale in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II di Napoli. Attualmente studia Comunicazione Pubblica e Politica presso l'Università di Torino. A parte lo scrivere, ama la fotografia e il cibo in compagnia.