Dopo 16 vittorie consecutive, i Golden State Warriors di Kerr vengono fermati dai Grizzlies, che si confermano squadra meno battuta in casa dell’intera Lega (12-1). Intanto, Oklahoma continua a vincere e Kevin Durant supera i 15.000 punti in carriera diventando il secondo giocatore più giovane di sempre a raggiungere questo traguardo (26 anni e 78 giorni), al primo posto naturalmente LeBron James (25 anni e 79 giorni). La notizia della serata però, purtroppo, arriva da Milwaukee, dove il rookie Jabari Parker ha fatto crack: stagione finita.

Mike Conley (27) e Stephen Curry (26) si contendono un possesso

16 VITTORIE DOPO – Qualcuno ce l’ha fatta, qualcuno è riuscito a mettere al tappeto Steph Curry e compagni. Nello scontro al vertice tra le due franchigie della Western Conference Memphis riesce a spuntarla, accorciando il distacco a una sola vittoria. Il FedEx Forum si conferma così un fortino semi-inespugnabile, dove soltanto i campioni in carica di San Antonio sono usciti illesi. Dei pregi della squadra allenata David Joerger ne abbiamo già parlato qualche settimana fa, eppure riesce sempre a sorprendere per capacità difensive, costringendo anche il miglior giocatore del momento, il ragazzo con la faccia d’angelo che indossa la 30, a pessime percentuali dal tiro: 9-25 dal campo, 1-10 da tre. La chiave della partita sono i lunghi, coach Kerr per la terza partita di fila deve rinunciare a Andrew Bogut e David Lee, fuori rispettivamente per un problema al ginocchio destro e al bicipite femorale, così Golden State non ha protezione al ferro e molto spesso è stata costretta a subire dei miss-match a livello di accoppiamenti. I Grizzlies quindi dominano sotto canestro, chiudendo con 50 punti in vernice grazie al solito Gasol (24 punti e 7 rimbalzi, 11-21 dal campo) e Z-Bo (17 punti e 10 rimbalzi).
Dopo aver chiuso il primo quarto sotto di 6, 24-30, Memphis guidata da Vince Carter (11 punti nel secondo quarto) apre con le riserve un parziale pazzesco di 20-0 ad inizio secondo, prendendo così le redini della partita. Nonostante la pessima serata a canestro (41,1%), i Warriors trovano la forza di riaprire la gara due volte aggrappandosi all’altro Splash Bro, Klay Thompson (22 punti), ma vengono respinti altrettante volte da Mike Conley, prima con  un parziale di 5-0 che chiude il primo tempo e poi con la penetrazione centrale che riporta i Grizzlies avanti di 5 a 30 secondi dalla fine, dopo che Curry aveva provato a tenere aperti i giochi con una delle poche fiammate della serata.
E’ la prima volta nella storia della NBA che due squadra dopo 24 partite abbiano 19 o più vittorie.

Il momento dell’infortunio di Jabari Parker (19)

JABARI PARKER KO – Il ragazzo classe 1995 lo aveva capito subito che era successo qualcosa di grave dopo essere andato giù durante la partita tra Milwaukee-Phoenix. Diceva ai compagni che c’era qualcosa che non andava al ginocchio sinistro e, purtroppo, aveva ragione: rottura del legamento crociato anteriore. Si sperava fosse soltanto una distorsione ma dalla risonanza magnetica fatta ieri in Arizona è emerso quello che tutti temevano. La seconda scelta al draft 2014 dunque, deve chiudere anzitempo la sua stagione. Ma non è l’unico rookie costretto a fermarsi, addirittura Joel Embiid che avrebbe dovuto essere la prima scelta assoluta si è fratturato il piede ancor prima che venisse scelto, Randle (7°scelta) non ha avuto neanche la possibilità di prendere confidenza con lo Staples Center e la maglia dei Lakers che all’esordio si è fratturato la tibia destra. E’ un anno maledetto per le matricole, sono 12 infatti quelli che hanno (o hanno avuto) problemi seri: Parker, Embid, Gordon, Smart, Randle, Vonleh, McDermott, Warren, Payne, Young, McGary, Hood.
Il nativo di Chicago stava disputando un’ottima stagione con 12,3 punti e 5,5 rimbalzi di media in una Milwaukee che finalmente stava sorridendo dopo le ultime annate e che poteva lottare per i playoff, adesso naturalmente sarà dura.

NELLA NOTTE – Kevin Durant e Russell Westbrook stanno riportando in zona playoff i Thunder e, dopo la vittoria di stanotte a Sacramento, le vittorie consecutive sono salite a sei. KD35, dopo aver messo i primi 4 punti (ne arriveranno altri 22), è diventato il secondo giocatore più giovane di sempre a superare quota 15.000 punti. Miami in piena emergenza perde a Brooklyn, mentre dall’altra parte del ponte, i Knicks cadono ancora, questa volta contro i Mavs, nonostante i 26 punti di Carmelo Anthony.  Un super John Wall con 21 punti e 17 assist guida i suoi Wizards alla vittoria contro Minnesota, mentre nella sfida tra i Jazz e una delle capitali del jazz, New Orleans, Antony Davis predica pallacanestro: 31 punti (12-15 dal campo, 7-7 dai liberi), 9 rimbalzi e 3 stoppate. Se Louis Armstrong fosse ancora vivo canterebbe: “What a wonderful Player”.

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Michele Di Mauro