Continuano a peggiorare le relazioni tra Italia e India dopo la sentenza della Corte Suprema, che vieta a Salvatore Girone di passare il Natale a casa e a Massimiliano Latorre di continuare il proprio periodo di convalescenza in Italia dopo l’ictus dello scorso settembre. Secondo la corte i due Marò, ormai trattenuti in India dal 2012 per aver ucciso due pescatori, scambiati per pirati, al largo delle coste del Kerala, devono ora affrontare il processo.

La decisione della corte indiana ha provocato irritate reazioni dal governo in Italia. Il ministro Paolo Gentiloni, capo della diplomazia italiana, ha richiamato in patria l’ambasciatore italiano in India Mancini per ‘consultazioni urgenti’, sempre in merito al caso di Latorre e Girone. Il ministro tiene a sottolineare, comunque, che questa “non è una rottura delle relazioni diplomatiche” con il Paese asiatico. Gentiloni, comunque, si è subito attivato e, in commissione esteri e difesa di Camera e Senato ha espresso la posizione del governo: “Abbiamo l’obbligo di reagire, e mi auguro che la reazione sia ferma e unitaria. Oggi per essere forti abbiamo bisogno di mostrare decisione e fermezza e unità all’esterno. Di fronte ad un atteggiamento così grave ci riserviamo tutti i passi necessari a partire dall’urgente richiamo per consultazioni dell’ambasciatore italiano a Nuova Delhi“. Interviene anche il Ministro per la Difesa Pinotti, la quale dice che la salute di Latorre è “una priorità per il Governo e nulla sarà fatto per mettere a rischio le sue condizioni“. E sempre Pinotti ieri ha rilasciato dichiarazioni durissime contro l’India: “Massimiliano Latorre si deve curare qui in Italia, ce lo stanno dicendo i medici e non vedo quindi come possa tornare in India. Noi non ci muoviamo da questa posizione“. Parole che lasciano presagire uno scontro diplomatico ad altissimi toni, in vista della scadenza del permesso di 4 mesi rilasciato a Latorre e che scade il 13 gennaio.

La questione Marò, ancora irrisolta dopo tre anni, potrebbe avere un impatto sulle relazioni generali tra India e UE“. A dirlo è Federica Mogherini, ex capo della diplomazia italiana e Alto Rappresentante per la Politica Estera Europea, che continua dicendo di auspicare “una soluzione condivisa, nell’interesse dell’Italia e dell’India, sulla base del diritto internazionale“. A parlare della questione marò è anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che accusa su Facebook i governi Monti, Letta e Renzi di “Farsi deridere da Nuova Delhi mentre Ue, Nato e Onu fanno finta di niente“, accusando al contempo l’India di “detenzione illecita e violazione del diritto internazionale” a seguito delle istanze respinte.

Francesco Di Matteo