Natale è ormai alle porte: il consumismo, la corsa ai regali, il conseguente panico, quel numero della tombola che non si trova mai e la terrifica caparbietà delle nonne armate di mestoli e liste della spesa infinite  sono solo alcune della manifestazioni della (più o meno)allegra frenesia di questo periodo.

Ma per molti, Natale è anche un miracoloso miraggio lontano, l’isolotto seducente per il naufrago annaspante; un periodo, insomma, per stare con i propri cari e prendere fiato, dedicandosi, magari, a quel piccolo vizio e quella immensa virtù che nella fretta e tra le preoccupazioni di tutti giorni tendiamo a lasciarci sfuggire: la propensione, in poche parole, a rilassarsi con un buon libro.

E nell’atmosfera natalizia, sfavillante e sfarfallante, di luci e buonumore (perché sì, anche tu, cinico scorbutico che stai leggendo, sedicente Grinch dei nostri tempi, sai che un sorriso ti sfuggirà quando la tua nipotina reciterà la sua poesia di Natale o – un po’ meno romantico ma forse più realistico – quando vedrai arrivare a tavola la tua fetta di Panettone), in quest’atmosfera insomma così particolare e coinvolgente chi ama la lettura vuole con essa “rimanere in tema”: ecco allora l’elenco dei cinque imperdibili classici natalizi di tutti i tempi.

  1. Un canto di Natale, Charles Dickens: il primo della nostra lista e il più famoso libro di sempre sul Natale. Il protagonista, Ebenezer Scrooge, arido e spilorcio finanziere di Londra, aborrisce il Natale (si veda sopra l’accenno al Grinch). Impassibile all’atmosfera festosa che lo circonda, lavora tutto il giorno della Vigilia; quella notte gli verranno in visita tre spiriti: gli spiriti del Natale passato, presente e futuro. Saranno loro a cambiare la vita di Ebenizer, a raccontargli il vero, profondo senso del Natale. Una storia commovente, breve, semplice, una pacata critica alla società, una fiammella di speranza.
  2. Come il Grinch rubò il Natale, del Dr Seuss. Sì, sì, lo so: il Grinch l’abbiamo già citato due volte e certo uno come lui non è il caso di infastidirlo. Il fatto è che ben pochi sanno che il verde mostriciattolo dal cuore piccino brillantemente interpretato da Jim Carrey nell’omonimo film del 2000 è, prima di tutto, un racconto per bambini, scritto in versi rimati e pubblicato dallo scrittore e fumettista statunitense noto con lo pseudonimo di Dr. Seuss. Il Grinch odia il Natale, e nel tentativo di “rubarlo” finirà per capirne il vero e più profondo senso.
  3. Lo Schiaccianoci e il re dei topi, di ETA Hoffman. Si tratta di un onirico e fiabesco racconto scritto dal visionario scrittore nel 1816. Il giocattolo preferito della giovane Marie Stahlabum il giorno di Natale prenderà vita per accompagnarla in uno straordinario viaggio nel suo magico mondo, dove assieme tenteranno di sconfiggere il perfido re dei topi. Un’ottantina di anni dopo, sulla base di questa storia Chajkovskij componeva uno dei più apprezzati balletti di sempre.
  4. Le lettere a Babbo Natale di JRR Tolkien. Illustrate e scritte per i suoi figli dall’eccezionale genio britannico, queste lettere costituiscono una simpatica raccolta delle avventure di Babbo Natale e dei suoi aiutanti, fra cui tre teneri e imbranati orsi polari. Un’opera che getta una luce diversa ma non per questo meno brillante e originale sul famoso ideatore della saga de Il Signore degli Anelli.
  5. Sogno di Natale e altri racconti, di Luigi Pirandello. Non poteva certo mancare un autore nostrano: con questi nove racconti editi tra il 1896 e il 1935 Pirandello analizza con l’acume e l’originalità di prospettiva che gli erano propri non solo il Natale stesso, ma anche il modo in cui le persone si rapportano a tale festività e, dunque, alla divinità. Si passa così da una fede popolare ingenua e spontanea al distacco forzato della borghesia, con la vivacità propria di un continuo cambio di registri stilistici.

Beatrice Morra