San Giorgio a Cremano, staccati manifesti contro la Gori

La denuncia del M5S: la società ha oltre 2 milioni di debiti

Ignoti staccano manifesti a sostegno della causa Acqua Pubblica. E’ accaduto a San Giorgio a Cremano (NA) dove ad essere prese di mira sono state decine di cartelloni, fatti affiggere dal Movimento Cinque Stelle negli spazi autorizzati. I manifesti riguardavano le bollette pazze della GORI ed invitavano i cittadini a fare reclamo indicandone le modalità.

A denunciare l’accaduto è stato Danilo Cascone del Movimento Cinque Stelle, consigliere comunale di San Giorgio a Cremano. “È vergognoso – ha dichiarato Cascone – assistere ad uno spettacolo del genere. Non ci faremo intimidire da questi evidenti segnali. Nonostante tutto la nostra battaglia a favore dell’acqua pubblica ci vedrà sempre di più impegnati su più fronti. Presto organizzeremo in città un incontro pubblico con la presenza del portavoce alla Camera del Movimento Cinque Stelle Luigi Gallo. La GORI può e deve essere liquidata. Via il privato dalla gestione del servizio idrico. Sono i cittadini che nel 2011 attraverso un referendum lo pretendono e chi ci governa deve rispettare la volontà popolare”.

Ogni sabato e domenica, dalle 10 alle 13, gli attivisti del Movimento Cinque Stelle di San Giorgio a Cremano sono in piazza Troisi per informare i cittadini in merito al reclamo da presentare per dire “No… alla Mercificazione dell’Acqua”. Proprio Luigi Gallo, deputato campano del M5S, sta sostenendo una petizione popolare tesa ad ottenere la liquidazione di GORI.

“La maggioranza dei cittadini – ha detto Gallo – ha già fatto una scelta politica forte con i 2 sì al referendum che chiedono l’acqua fuori dai profitti per una gestione pubblica e partecipata dei servizi idrici. E’ necessario liquidare GORI perché i partiti hanno ingrassato una società che ha fatto oltre 200 milioni di debiti, che ha appaltato spesso interventi che gli competevano a ditte esterne e che presenta ex-segretari del Pd tra i dirigenti”.

Staff Comunicazione 

Deputato M5s Luigi Gallo