Mercoledì 17 Dicembre gli studenti della Federico ll hanno indetto un nuovo convegno nell’aula occupata LP. Questo è stato il terzo ed ultimo incontro per discutere dello “Sblocca Bagnoli” trasformatosi in “Sblocca Italia” in seguito al decreto 133 del 2014. Gli altri due convegni, precedentemente organizzati Giovedì 4 e Mercoledì 10 Dicembre, prevedevano un dibattito in riferimento ai due decreti odierni formulati dal governo Renzi: il Jobs Act e la Buona Scuola.

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All’incontro hanno preso parte in qualità di relatori: Graziana Palermo e Daniele Ciko del comitato No TRIV Irpinia , riportando in primis il disagio espresso dai giovani del luogo in cui vivono in merito al disastro ambientale che le trivellazioni previste dal decreto Sblocca Italia conferiscono al territorio.

Loro stessi hanno definito tutto ciò “una vera e propria pena di morte” per i cittadini che fondano la propria economia sul settore primario e che, pur godendo di una grande fama per la produzione di vino e olio di qualità, si ritroverebbero a dover vivere in un ambiente fortemente inquinato.

In seguito i ragazzi del Comitato No TRIV hanno mostrato un mini-documentario sulle lotte contadine con testimonianze dei loro compaesani circa le riflessioni che si smuovono contro questa sorta di “industrializzazione forzata” intenta a distruggere le eccellenze del territorio d’Irpinia.

Il documentario è stato intitolato “Oro vero” per sottolineare la contrapposizione tra l’olio che gli agricoltori producono e l’oro “nero” fonte di profitti, vale a dire il petrolio.

Il loro intento è quello sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare l’azione dei comuni mettendo in scena tale negligenza anche grazie all’intervento della società geologica italiana di Roma che offre tutto il sostegno possibile.

Successivamente anche Massimo di Dato dell’Assise cittadina per Bagnoli è intervenuto parlando di alcuni punti in particolare del decreto Sblocca Italia, insieme a Vito Capriello del comitato No Inceneritore di Giugliano, che dopo una breve spiegazione circa la nascita di questo movimento, ci fornisce alcuni dati specifici in riferimento allo smaltimento rifiuti tossici: basti pensare alle 240mila tonnellate di rifiuti tossici nucleari provenienti dall’Europa di cui 30mila tonnellate risultano essere addirittura etichettate come rifiuti sconosciuti, le cosiddette eco balle.

Capriello del comitato No Inceneritore di Giugliano precisa il loro lavoro permanente sul territorio, contrariamente a quanto svolto da altri comitati che purtroppo ricreavano la mobilitazione solo in momenti “d’esigenza”. Nonostante le rivolte cittadine degli ultimi anni, non si prevede nessun margine di cambiamento da parte delle autorità in merito al boom fenomeno ambientale; neanche il decreto Terra dei Fuochi è stato un passo credibile in relazione alla problematica campana, e “gli inceneritori sono pericolosi ma ad ogni cambio di governo vengono di nuovo riproposti sotto il termine termovalorizzatori. Ad oggi i roghi tossici continuano e quindi viviamo comunque in una grande discarica a cielo aperto.”

 

a cura di Alessandra Mincone e Sabrina Mautone