Oggi, 18 settembre, il mondo del cinema, ed in particolare quello del cinema italiano, è in lutto per la morte di una della sue più importanti interpreti. Si tratta di Virna Lisi, 78 anni, ultima esponente di un’epoca cinematografica irripetibile e vincitrice di un gran numero di premi: sei Nastri d’argento, quattro David di Donatello (due per la miglior interpretazione e due alla carriera), due globi d’oro, un Prix d’interprétation féminine a Cannes, tre Grolle d’oro, un Ciak d’oro, un premio Cèsar, un Taormina Arte Awards ed un Premio Fellini per l’eccellenza artistica.

Nata nel 1936 a Jesi, in provincia di Ancona, Virna Pieralisi sceglie il nome d’arte “Virna Lisi” dopo essersi trasferita con la famiglia a Roma. Ed è proprio nella Capitale che, ancora quattordicenne, viene notata dal cantante Giacomo Rondinella, amico di suo padre, che la presenta al produttore cinematografico Antonio Ferrigno. Nella prima metà degli anni ’50 muove quindi i primi passi nel cinema nostrano, recitando in pellicole melodrammatiche o musicali e prendendo parte ad una serie di film di produzione partenopea.

Nel 1955, a 19 anni, giunge al successo con un remake di “Ore 9: lezione di chimica”, venendo poi chiamata dal regista Antonio Pietrangeli per recitare, insieme ad Alberto Sordi, nel film “Lo scapolo”. Nel 1958 il suo volto diviene noto alla maggioranza degli italiani grazie ad una campagna pubblicitaria per il dentifricio “Chlorodont” e ad alcuni sketch all’interno del noto “Carosello”.

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Alla fine degli anni ’50 lavora molto in televisione, prendendo parte allo sceneggiato Rai “Oroglio e pregiudizio”, basato sul romanzo omonimo di Jane Austen. Recita inoltre insieme a Totò e Peppino De Filippo in “Totò, Peppino e le fanatiche”.

Nel 1960 incontra Franco Pesci, architetto romano ed allora presidente dell’A.S. Roma, che diverrà suo marito e la spingerà a non mettere da parte la sua carriera in favore della famiglia. Dopo un anno di pausa, tornerà quindi a recitare in alcuni sceneggiati Rai e nel mondo della commedia italiana lavorando con Tognazzi e Vianello in “Sua Eccellenza”.

Nel corso degli anni 60’ la carriera di Virna prosegue a gonfie vele, con alcune apparizioni a teatro e, soprattutto, con la consacrazione nel cinema internazionale grazie a pellicole come “Tulipano nero”, “Eva”, “Come uccidere vostra moglie” e “Due assi nella manica”. Virna Lisi diviene la nuova “bionda italiana” d’America, rifiutando però al contempo il ruolo di Bond Girl in “Dalla Russia con amore”. Nel 1965, con la sua parte in “Le bambole” di Dino Risi, le si spalancano anche le porte del cinema d’autore dando vita a performance indimenticabili, come quella nei panni della cassiera Milena in “Signore & signori” di Pietro Germi, pellicola premiata con la Palma d’oro al Festival di Cannes del 1966.

Si trasferisce poi a Los Angeles, firmando un contratto in esclusiva con la Paramount della durata di sette anni debuttando con la già citata commedia “Come uccidere vostra moglie”insieme a Jack Lemmon e Terry-Thomas. Ma le cose non vanno bene; Virna non accetta infatti l’idea di diventare una “nuova Marilyn Monroe”, bella bionda ed un po’ svampita e per questo rifiuta il ruolo di protagonista in “Barbarella” di Roger Vadim e di posare nuda per Playboy. Le avances di Frank Sinatra, innamorato di lei, costituiscono la goccia che fa traboccare il vaso, spingendola a recidere il contratto con la Paramount e tornare in Italia, nonostante la grossa penale da pagare.

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Negli anni 70’, alterna ruoli brillanti e drammatici, recitando in Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna e prendendo parte ad alcune co-produzioni americane ed europee. Nel 1980 arriva il primo David di Donatello grazie al ruolo di Wilma Malinverni in “La cicala”.  Negli anni ’80 prende inoltre parte a moltissimi sceneggiati televisivi e telefilm targati Rai, ma senza mai trascurare il cinema, recitando in film di Vanzina e Risi. Ed è proprio con “Sapore di mare”, diretto dal primo, che arrivano il secondo David di Donatello ed un Nastro d’argento.

Attivissima anche negli anni ’90, Virna interpreta Caterina dè Medici in “La regina Margot” ottenendo il Prix d’interprétation féminine al Festival di Cannes. Perfino la morte del marito, nel 2013, non le impedisce di continuare a lavorare, recitando nella commedia “Latin Lover”, in uscita nel 2015.