Prima di correre a fare spese per preparare la tavola natalizia, vorrei ricordarvi alcuni accorgimenti da tenere sempre presenti una volta in pescheria o al supermercato. Cercherò di “analizzare” alcuni dei piatti di mare tipici dei nostri cenoni: anche se delle informazioni sono certamente già note,  una ripassatina non fa mai male!

Iniziamo, ovviamente, dall’antipasto. Sicuramente non mancheranno le deliziose tartine al salmone, tenete però presente che gli allevamenti di salmone sono, in molti casi, estremamente inquinanti. A meno che non  siate certi che il prodotto che state per acquistare provenga da un impianto di acquacoltura sostenibile (estensivo o seminitensivo), cercate di non consumarne troppo! La stessa cosa vale anche per i gamberi asiatici, che sono spesso allevati in impianti irrispettosi non solo dell’ambiente, ma anche dei diritti dei lavoratori e delle popolazioni che vivono nelle aree in cui sorgono queste strutture.

Passiamo al mitico spaghetto ai frutti di mare: sapevate che è vietata la vendita dei molluschi bivalvi (cozze, vongole, ostriche…) in acqua e al di fuori delle apposite retine in cui sono confezionate dalle aziende di stabulazione? L’acqua può essere mezzo di diffusione di microrganismi e patogeni, rendendo così il consumo di molluschi bivalvi pericoloso per la salute.  A proposito di bivalvi, ricordate anche che è assolutamente vietata la pesca, e quindi la vendita, dei datteri di mare: questi ultimi vivono all’interno delle rocce e per pescarli vengono distrutti i fondali marini!

Per quanto riguarda anguilla e merluzzo atlantico (rispettivamente i famosi capitone e baccalà napoletani), bisognerebbe assolutamente limitarne l’acquisto: gli stock ittici di queste specie sono praticamente esauriti a causa dell’eccesso di pesca. Via libera, invece, a spigole e orate, purchè provenienti da sistemi di acquacoltura estensivi o semintensivi, che sono quelli che hanno un minore impatto ambientale.

Evitate sempre di consumare pesci e molluschi crudi, anche se freschi, dal momento che possono essere veicolo di pericolosi parassiti trasmissibili all’uomo.

Come fare a sapere se il prodotto che vi stanno vendendo, nella confusione della spesa natalizia, è fresco o decongelato? Questi sono gli indizi per capire che ciò che stiamo comprando è realmente fresco:

  • Occhi brillanti, turgidi e trasparenti;
  • Corpo rigido e carni elastiche;
  • Pelle umida, lucida e ricca di muco;
  • Squame aderenti;
  • Ano chiuso;
  • Ventre elastico;
  • Branchie chiuse e lamelle branchiali rosse o rosee e brillanti;
  • Odore tenue e non sgradevole.

Anche i prodotti surgelati, se dichiaratamente tali, possono essere comunque di ottima qualità, sia per le proprietà organolettiche che per quelle nutrizionali. Il processo di surgelamento avviene direttamente a bordo dei pescherecci, in tempi brevissimi e a temperature estremamente basse (uguali o inferiori a -18°C), in modo da non danneggiare la struttura biologica del pescato.

Infine, è importante sapere che qualsiasi prodotto deve necessariamente essere accompagnato da una completa ed esaustiva etichettatura, sulla quale devono essere riportate, secondo il Regolamento CE n.104/2000 : denominazione commerciale e scientifica, metodo di produzione (pescato, pescato in acque dolci o allevato) e attrezzi utilizzati per la pesca (le reti a strascico sono tra gli strumenti più dannosi), zona di cattura (non solo il numero della regione FAO, ma è necessario sia specificato il nome del mare di provenienza del prodotto), data di scadenza (specificando se il prodotto è stato decongelato) ed eventuali certificazioni di qualità.

etichettatura prodotti ittici

Ricordate sempre che il rispetto dell’ambiente, e quindi della nostra salute, passa anche attraverso le nostre scelte di consumatori e sulla nostra tavola, ed è il più grande dono che si possa fare, non solo a Natale!

Valentina Spennato