NAPOLI – E’ con Nero A Metà, concerto che si è tenuto il 16 e 17 dicembre al Palapartenope di Napoli, che torna l’anima blues di Pino Daniele. Lo spettacolo, che si è aperto “A Testa In Giù”, rappresenta la storia degli esordi del cantautore partenopeo ospitando sul palco la sua famiglia musicale e non solo, James Senese, Tullio De Piscopo, Gigi De Rienzo, Agostino Marangolo, Ernesto Vitolo, Rosario Jermano, Enzo Gragnaniello, Elisabetta Serio, storici compagni di viaggio e di musica, Nello Daniele, suo fratello, Rocco Hunt e Clementino, rapper che lo stesso Pino Daniele considera il futuro della musica partenopea. La stima e l’affetto verso i due giovani artisti lo hanno spinto a rivisitare in un’inaspettata ed inedita versione rap alcune sue composizioni.

Nonostante i nuovi arrangiamenti, i suoi brani senza tempo hanno riscosso le stesse emozioni nella platea che ha calorosamente  riempito il teatro-tenda e che ha mostrato il proprio gradimento, oltre che con la propria presenza fisica, con una calorosa partecipazione attiva culminata in un bis che ha trascinato tutti in una standing ovation.

All’attezione dei fan non è sfuggita qualche piccola defaillance nell’esposizione del testo corretto di qualche brano, imprecisione a cui lo stesso pubblico ha posto prontamente rimedio cantando in coro.
Nero A Metà, album del 1980, fu un omaggio di Daniele al cantante Mario Musella, scomparso prematuramente nel 1979 a soli 34 anni, voce leader del gruppo napoletano Showman. Di esso faceva parte lo stesso James Senese, amico fraterno di Musella; assieme avevano creato il filone del blues napoletano che sarà d’ispirazione a Pino Daniele nelle sue successive composizioni.
Il tour, che celebra il 34° anniversario dell’omonimo disco, ha previsto altre tappe, al Pala Florio di Bari e al Palalottomatica di Roma, e proseguirà con  un altro appuntamento il 22 dicembre al Mediolanum Forum di Assago.

Testo e fotografie a cura di Serena Spennato

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