A ormai due anni di distanza dalla Riforma Forense, non ci sono ancora né il decreto ministeriale, né la convenzione sulle modalità di svolgimento della pratica anticipata per gli studenti di Giurisprudenza.

«Chiediamo che la riforma venga portata a termine – afferma Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale dell’Unione degli universitari – e continueremo a spingere affinché ciò accada. In questo momento è tutto bloccato: il ministero non emana il decreto per anticipare la pratica nel percorso di studi ed il Consiglio Nazionale Forense non fa partire questi tirocini.»

La discussione sul semestre anticipato si è infatti bloccata ad una bozza di convenzione tra Consiglio Nazionale Forense e Conferenza dei Presidi e Direttori di Giurisprudenza.
«Anche il “come” vogliamo avvenga questa cosa, è importante: vogliamo, infatti, che l’accesso a questa possibilità sia garantita a tutti – spiega Scuccimarra – Chiediamo che il Ministro Orlando istituisca un tavolo di confronto tra rappresentanti della Conferenza dei Presidi e dei Direttori di Giurisprudenza, del Consiglio Nazionale Forense, del Consiglio Nazionale degli studenti universitari e del Ministero stesso, affinché vengano determinate le modalità di tirocinio.»

A tal proposito, l’Unione degli universitari ha sottoscritto una petizione per rivendicare il semestre di pratica anticipato e la possibilità di coinvolgere gli studenti nella definizione del Decreto Ministeriale e della Convenzione.
«Con questa petizione non chiediamo solo di riaprire una discussione bloccata da mesi – conclude Scuccimarra – ma chiediamo innanzitutto il riconoscimento di tutela e diritti basilari per gli studenti che saranno impegnati nel semestre di pratica anticipato. In particolare: libero accesso per tutti gli studenti dell’ultimo anno di Giurisprudenza, idoneo rimborso per le spese sostenute durante la pratica, divieto assegnazione compiti di segreteria, definizione di un progetto formativo chiaro, che sia compatibile con le esigenze didattiche, percorsi formativi pratici all’interno del percorso di studio.»

Chiara Esposito