Le modifiche proposte e la responsabilità passata all’Esecutivo

La Commissione bilancio del Senato non è riuscita ad esaminare tutti gli emendamenti alla legge di stabilità a causa dei “tempi ridotti”, quindi il testo passa ‘nelle mani’ del Governo.

Il relatore della legge, Giorgio Santini (Pd), ha dichiarato “In linea di massima le misure saranno quelle messe a votazione da noi e quelle proposte dall’Esecutivo”, precisando “Però non abbiamo nessuna garanzia perché la competenza del testo non è più nostra (della Commissione nda)”. Invece il sottosegretario all’economia, Pier Paolo Barretta, è sicuro “Il maxi-emendamento conterrà tutte le norme votate e quelle condivise che non votate per ragioni di tempo”. Santini conclude così “Il testo che consegniamo all’Aula contiene molte delle misure per cui il Pd si è battuto in questi giorni, che enfatizzano il carattere espansivo di questa manovra”.

Gli emendamenti avevano tempi di valutazione ristretti perché dovevano far fronte a gravi emergenze: il pagamento delle tasse nelle zone alluvionate e la tasi per le case crollate durante il terremoto a L’Aquila.

Le misure previste

1. Tasi. Nel 2015 non dovrebbero aumentare ulteriormente le tasse sulla casa poiché le aliquote massime resteranno quelle attuali, ossia del 2,5 per mille, salvo il caso di un aumento dello 0,8 per mille il cui ricavato dovrà essere utilizzato per finanziare le detrazioni d’imposta;

2. Bonus Irap. A maggio il Governo aveva concesso un taglio Irap dello 0,4% ai piccoli imprenditori (dal 3,9 al 3,4) ma con la legge di stabilità non ha mantenuto l’impegno preso. È stato riconosciuto un credito d’imposta del 10% agli perché, non avendo dipendenti, non possono dedurre il costo del lavoro dall’Irap.

3. Riforma partecipate in primavera. Per ora saranno accorpate o chiuse (come promesso da anni) le municipalizzate in perdita.

4. Elezioni 2015. Nella legge ci saranno le date per le regionali e comunali che si svolgeranno nell’anno venturo.

5. Scuole e emergenze. Forse saranno stanziati i 5 milioni alle scuole sarde nonostante il secco “No” dell’Esecutivo in Commissione bilancio ma l’ultima parola spetterà al Parlamento. Saranno istituiti fondi per l’alluvione di Genova e per l’Emilia e i cittadini de L’Aquila non dovranno versare la tasi per il primo semestre 2015. Viene rifinanziato il fondo emergenze.

6. Redditi sopra 20.000 euro. Esclusione dal nuovo regime dei ‘minimi’ le partite Iva con redditi di lavoro dipendenti e assimilati prevalenti rispetto ai redditi oggetto di agevolazione, eccezion fatta chi non superi i 20.000 euro sommando i redditi.

7. Crediti d’imposta. Sono riconosciuti ai fondi pensione e casse previdenziali, rispettivamente per il 9 e 6%, in base ai rendimenti su investimenti in economia reale. Gli Italiani sono noti come un popolo di grandi risparmiatori e vedono questa modifica come un ‘contentino’ dopo l’aumento delle tasse sui rendimenti dei fondi pensionistici dall11,5 al 20% e dal 20 al 26% per le casse.

8. Partecipate statali. Finanziata con 535 milioni Poste Italiane in virtù della sentenza della Commissione europea sugli aiuti di stato, salvo il compenso per l’erogazione della social card. Dopo la razionalizzazione proposta, il postino potrebbe suonare di meno e l’Agcom dovrà deliberare una nuova tariffa per invii di posta prioritario e “servizi universali”. Arrivano anche le norme per la cessione delle reti ad alta e ad altissima tensione da Ferrovie dello Stato a Terna.

9.  Fondazioni, patronati e fondo contrattazione. Le prime pagheranno tasse su una quota maggiore di dividendi con effetto retroattiva. Gli economisti hanno sempre criticato aspramente i cambiamenti tributari retroattivi degli ultimi 4 governi (Berlusconi, Monti, Letta, Renzi) ma a Palazzo Chigi sembrano non voler intendere. Per rimediare arriva un credito d’imposta per il 2016. Il taglio ai patronati si riduce da 75 a 40 milioni e da 238 a 208 milioni per il fondo.

10. Debiti PA, gara Lotto, Regioni, edilizia scolastica. Il pagamento dei debiti p.a. ha registrato un gettito Iva di 240 milioni a dispetto dei 650 previsti ma non ci saranno aumenti accise. La gara per l’affidamento del Lotto è anticipata dal 2016 al 2015 e frutterà 750 milioni in 4 anni, di cui 350 nel 2015. Le Regioni riceveranno 1 miliardo per allentare il patto di stabilità e potranno girarlo ai Comuni. Le spese per l’edilizia scolastica sono escluse dalla spending review e vengono istituiti 130 milioni per il personale pulizie più 64 per coprire le supplenze docenti.

11. Armi di scena e amianto. Sono salvate le armi di scena delle produzioni cinematografiche. E sono istituiti fondi per bonifiche e lavoratori.

Il via libera definitivo è previsto per il weekend dopo Natale.

Fonte immagine: Il sole 24 ore.

Ferdinando Paciolla