Questa mattina la Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio ha ospitato la presentazione del nuovo movimento di Matteo Salvini, il leader della Lega Nord. “Noi con Salvini“, questo il nome del nuovo soggetto politico, fungerà da punto di riferimento per i cittadini dell’Italia centrale e meridionale che sostengono la battaglia dell’acerrimo nemico dell’Unione Europea e dei migranti. Il simbolo del movimento è molto differente da quello del gemello settentrionale; permane la forma circolare, ma all’interno il guerriero di Legnano e la sua spada, accompagnati dalla scritta “Padania” e dal simbolo dell’omonima autoproclamata “nazione”, sono stati sostituiti da uno sfondo blu e dalla scritta gialla e bianca “Noi con Salvini“.

La presentazione ha avuto un discreto successo, anche tra personaggi della destra romana (attualmente coinvolta nello scandalo di Mafia Capitale) molto legati a Berlusconi o all’ex sindaco Alemanno. Non poteva mancare Mario Borghezio, europarlamentare leghista e ponte fra il partito e Casa Pound. Presenti molti meridionali, anche ragazzi, ansiosi di vedere Salvini dal vivo e farsi immortalare con un selfie insieme al loro beniamino.
Varcare la soglia del centro Italia è semplicemente una mossa per ampliare il bacino elettorale oppure l’idea di secessione ha davvero perso il suo collante ideologico? Durante l’intervento di questa mattina, conscio dell’ambiguità della strada intrapresa dal suo partito, Salvini si è giustificato dicendo: “Non abbiamo mai attaccato i cittadini del Sud, ma le cattive amministrazioni“, nonostante questo video dimostri il contrario.

Tuttavia, dalle dichiarazioni del protagonista, può essere ben compresa la linea politica e il fondamento ideologico su cui si basa il nuovo movimento: “Adesso ce la giochiamo in tutta Italia. […] Immigrazione e disoccupazione sono problemi di tutti gli Italiani, prima li risolviamo e poi ognuno deciderà se e come autogestirsi”. Lo si era intuito già da un po’ di tempo, ma oggi Salvini lo ha reso ufficiale: la Lega ha altre priorità, il partito ha smesso di essere esclusivamente espressione del regionalismo settentrionale e, se Bossi mirava alla secessione dal resto del Paese, oggi il leader del Carroccio mira alla costruzione di una destra nazionalista, inevitabilmente populista, che pone al centro la questione dell’identità. Da oggi l’Italia ha il suo Fronte Nazionale, precedentemente rappresentato solo da gruppi più piccoli come Forza Nuova e Casa Pound; e proprio le strette relazioni tra quest’ultimo e la Lega sono state l’indizio principale della radicale trasformazione della Lega Nord; solo pochi mesi fa, infatti, i militanti della lega e i “camerati” di Casa Pound, insieme ad altri piccoli gruppi dell’estrema destra, hanno marciato per le strade di Milano intonando cori contro l'”invasione straniera” e l’Unione Europea.

Bruno Formicola