Dopo cinquant’anni, gli Stati Uniti abbattono il muro dell’embargo con Cuba. Festa e incredulità all’Avana e in tutta l’isola. Annunciata una visita di Raul Castro a Washington. Ringraziamenti per la mediazione di Papa Francesco.

Cuba è sotto shock. E per una notizia che arriva come un fulmine a ciel sereno: inaspettata, a cui è difficile credere, perché i cubani la aspettavano da così tanto tempo che quasi ci avevano perso le speranze. E, invece, è arrivata. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, con una frase d’effetto come il “ Yes, we can” , usata per le presidenziali del 2008, si è rivolto a Cuba pronunciando queste parole: “Somos todos americanos” , annunciando l’intenzione di porre fine all’embargo. Una notizia confermata pubblicamente anche dallo stesso Raul Castro, fratello di Fidel e che arriva dopo la decisione de l’Avana di liberare i tre americani di origine cubana accusati di spionaggio.

L’embargo, noto come “El Bloqueo”, varato nel 1962 sotto la presidenza Kennedy per arginare la Revolución socialista di Fidel Castro, ha soffocato l’economia dell’isola e, di conseguenza, la popolazione cubana che in questi anni ha cercato in ogni modo di fuggire dall’isola, in particolar modo verso Miami e la Florida, dove vi è un’alta percentuale di esuli cubani. Adesso, in questi giorni, sia lì che nell’isola stessa si sta festeggiando, con sigari e bottiglie di rhum, musica e film proiettati all’aperto e con gente che ride, piange, ripetendo continuamente la frase pronunciata da Obama che non è solo uno slogan, una frase detta così: per i cubani è significativa perché, in tutto questo tempo in cui sono stati rinchiusi nella morsa soffocante dell’embargo, si sono sentiti non solo privare di un possibile riscatto economico, bensì della loro appartenenza al continente americano. E’ la fine di un incubo e adesso i cubani possono ambire, sperare in una vita diversa.

A breve il presidente cubano sarà a Washington per una visita di Stato e gli americani apriranno una sede diplomatica all’Avana. Ma la strada è ancora tutta in salita: Obama dovrà fare i conti con il Congresso a maggioranza repubbicana per l’abrogazione definitiva dell’embargo. In tutto questo, un ruolo fondamentale lo ha avuto Papa Francesco che ha mediato tra le due parti e ha ricevuto da quest’ultime i più profondi e sinceri ringraziamenti per il lavoro svolto. E’ difficile dire se questo sia l’inizio della fine dell’era socialista di stampo monopartitico dei Castro. Se l’abolizione dell’embargo dovesse definitivamente entrare in vigore, sicuramente Cuba aprirebbe una nuova pagina della sua storia: la modernità occidentale non farebbe fatica ad irrompere a piccoli passi, potrebbe aprirsi al capitalismo, al libero mercato e, addirittura, ritornare ad essere uno dei primi partner commerciali degli Stati Uniti. Cuba, se riuscisse ad instaurare un rapporto di fiducia e di amicizia con gli USA, potrebbe assumere un ruolo chiave negli equilibri geopolitici del continente americano.

Daniele Colantuono