Marìa ha solo 17 anni quando le viene diagnosticato un disturbo mentale. Viene portata nell’unico ospedale psichiatrico del Guatemala, il “Federico Mora”.  Pesanti dosi di sedativo sono accompagnate da tentativi di abuso da parte del personale medico. In realtà non si tratta solo di tentativi. Marìa perde la sua verginità nella totale incoscienza.

Marìa non è l’unico caso. La struttura sanitaria in questione è meglio nota come “Ospedale degli orrori”, diverse organizzazioni umanitarie l’hanno descritto come l’ospedale più pericoloso al mondo. Grazie ad un giornalista della BBC, che è riuscito ad introdurvisi con una telecamera, e alle dichiarazioni di ex pazienti, abbiamo un quadro completo delle condizioni disumane, intollerabili, in cui versano i presenti. Nel video si vedono uomini e donne stesi a terra, alcuni di loro sono vestiti, altri nudi, completamente abbandonati a sé stessi. I letti sono in uno stato terribile,  pozze di urina ovunque, stanze spoglie e tristi, rischio di infezioni altissimo.

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Il ricovero è una reclusione, l’ospedale è un lager, i pazienti sono vittime. Nei casi migliori, sono vittime della noncuranza, in quelli peggiori, di abusi tremendi, come quello a cui è stata sottoposta una giovane donna durante il primo giorno di ricovero. Il personale è a conoscenza degli stupri da parte di guardie, infermieri e medici.  340 pazienti ricoverati (o sarebbe meglio dire prigionieri segregati?), fra cui una cinquantina di minorenni con disturbi più o meno gravi. Ogni anno, circa 20 pazienti perdono la vita in quella clinica. Secondo l’organizzazione “Disability Rights International”, i tre quarti di loro non avrebbero alcuna ragione per essere in quella struttura. L’ associazione afferma che gli stessi potrebbero, coi dovuti aiuti, essere reintegrati nella comunità. L’umiliante pratica dell’isolamento sensoriale è praticata, stando a quanto raccontano molti operatori, per intere settimane di seguito, mentre secondo il governo guatemalteco solo per un paio d’ore. Secondo alcune fonti, l’ospedale è in mano a gang locali e i dipendenti sono coinvolti in traffici di droga, armi ed esseri umani.

Sundra Sorrentino