Non c’è pace per l’ex Repubblica Sovietica. Dopo aver, almeno per il momento, messo a bada l’orso russo (che è alle prese con una pesante svalutazione del Rublo, la moneta nazionale) e i movimenti filo-russi sulla questione riguardante la Crimea, adesso l’Ucraina si trova a dover affrontare un’altra crisi: quella del debito.

Standard & Poor’s, infatti, ha declassato notevolmente il rating dell’Ucraina portandolo a CCC-, ossia un gradino prima del giudizio D, che significa default conclamato. Ciò perché, stando a quanto afferma l’agenzia, c’è un maggiore rischio di insolvenza che, tuttavia, se non dovessero arrivare nuovi aiuti da parte dell’Unione Europea, degli USA e del Fondo Monetario Internazionale, potrebbe realmente concretizzarsi.

Il FMI ha calcolato che servirebbero ben 15 miliardi di dollari il più presto possibile per evitare il peggio, ma non c’è ancora l’accordo tra le parti (FMI, USA, UE) sulle quote da versare. La decisione di declassare il debito ucraino arriva venerdì, giorno in cui lo stesso Fondo Monetario Internazionale ha avuto una serie di colloqui con le autorità ucraine, le quali hanno illustrato il piano di riforme economiche che hanno intenzione di attuare. Da Washington le hanno giudicate positive per la stabilizzazione dell’economia e, a tal proposito, sono previsti a Kiev nuovi colloqui consultivi per gennaio. E mentre c’è chi si occupa dei colloqui bilaterali, c’è pure chi, invece, si è mosso in prima persona per ottenere, o meglio “elemosinare” risorse economiche di cui, oggi. l’Ucraina ha estremamente bisogno. Infatti, la settimana scorsa a Bruxelles il primo ministro ucraino Yarseni Yatsenyuk ha formalizzato la richiesta di aiuti comunitari. “Sì, abbiamo bisogno di nuovi soldi”, ha dichiarato apertamente, aggiungendo che il suo Paese ha fatto di tutto per risollevare una situazione sempre più critica, dall’aumento della pressione fiscale al taglio di posti di lavoro e di privilegi per rimettere in sesto le finanze del paese. “Ci aspettiamo alla luce della nostra agenda di riforme di riceverlo” ,ha continuato riferendosi al pacchetto di aiuti richiesto.

Daniele Colantuono