Lo scenario italiano presentatoci in Senato durante le votazioni riguardo la Legge di Stabilità è stato ampiamente criticato, soprattutto dal Movimento 5 Stelle, in merito al metodo organizzativo con cui è stato presentato il testo in aula.

Come rilasciato sul blog di Beppe Grillo: “I cittadini dovranno subire una legge finanziaria che li massacrerà di tasse senza che il contenuto sia discusso e neppure scritto. Questa e’ dittatura con la vaselina.” Laura Bottici del Movimento chiede in aula chiarezza sui temi che vengono definiti dal Presidente del Senato Grasso quali “errori materiali e formali”, i cui comma non sono individuabili per essere delineati trasparentemente. E il portavoce Giuseppe Vacciano conclude urlando: “mi rifiuto di fare un intervento coerente. Non credevo possibile che il Parlamento della Repubblica italiana potesse permettersi di votare un provvedimento scritto coi piedi. La responsabilità degli errori parlamentari non influisce solo sulla vita di quest’assemblea, ma sulla vita dei cittadini. Non potete chiederci la fiducia su un testo che non esiste.”

Nonostante la serietà con cui viene espressa la critica al Senato dal M5S, Pietro Grasso gestisce l’accusa di irresponsabilità e incompetenza come un’offesa “a cui ci si abitua” precisando che gli errori commessi dagli uffici economici sono stati corretti in aula prima del voto. Conclude fiero: “È stato reso possibile che il paese abbia una legge di stabilità che la camera avrà il tempo di approvare entro la fine dell’anno  per evitare l’esercizio provvisorio”.

Soddisfatti dei risultati sono soprattutto il premier Matteo Renzi e il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: “Abbiamo raggiunto un traguardo equilibrato ed efficace. Sostiene la crescita e l’occupazione e rafforza la sostenibilità dei conti”, auspicando che per il 2015 ”i conti pubblici miglioreranno e questo consentirà di dimostrare ai partner europei e ai mercati che l’Italia è un Paese affidabile“.

Tralasciando considerazioni e dichiarazioni, il testo della Legge di Stabilità passato alla Camera comprende l’incentivo per i lavori di prevenzione antisismica, che nell’anno a venire aumenteranno al 65%; sconti fiscali sul recupero dell’edilizia delle case aumentati al 50% e detrazioni del risparmio energetico aumentati al 65%. Confermati i famosi 80 euro per i dipendenti con reddito massimo pari circa a 26mila euro (e reddito minimo di 2000 euro). La Camera ha inoltre modificato il limite di reddito per il bonus figli, concessi a nuclei familiari dal certificato Isee non superiore a 25mila euro annuali, raddoppiando il bonus se il reddito fosse invece inferiore di 7mila euro. È inoltre assicurato un reddito d’imposta in busta paga di circa 900 euro annui per tutti coloro che non superino i 26mila di credito.

Salita al 50% la percentuale di investimenti sulle università e sui centri di ricerca e startup; per adesso c’è un congelamento temporaneo del canone Rai, la proroga della compensazione di cartelle esattoriali per le imprese; l’introduzione di una tassazione sul credito d’imposta, pari alla maggiore imposta da versare, introdotta in deroga allo Statuto del Contribuente per fondazioni ed Onlus, mentre un tetto di copertura pari a 80 milioni di euro per Casse previdenziali e Fondi pensioni che decideranno di investire in infrastrutture. Inoltre vedremo introdotto l’accesso al Fondo di garanzia per i finanziamenti anche le imprese “mid cap”.

La Legge di Stabilità prevede anche nuovi sistemi di regolarizzazione sui giochi d’azzardo, una tassazione sui macchinari “imbullonati” nelle fabbriche, una deducibilità dell’Irap per gli assunti a tempo indeterminato e un credito d’imposta regionale del 10% sulle attività produttive a carico dei lavoratori privi di autonoma organizzazione.

Entrerà in vigore da gennaio lo split payment per contrastare l’evasione Iva e finanziamenti pari a 130 milioni nel 2015, 50 nel 2016 e 40 nel 2017 per il Piano sui prodotti Made in Italy. Nessun vantaggio fiscale efficiente riguardo l’aliquota di sconto minimale contributivo dell’Irpef, Ires, Irap e Iva. Eliminate le penalizzazioni per chi anticipa il pensionamento con 42 anni di contributi anche se non ha 62 anni; drastica invece la situazione dei dipendenti provinciali e delle città metropolitane: in totale un 80% del personale nel complesso verrà licenziato per poi essere “collocato in disponibilità dal 2017”.

Alessandra Mincone