Ieri sera il premier Renzi è stato ospite nel programma “Che tempo che fa” di Fabio Fazio ed ha fatto il punto della situazione, parlando dei traguardi raggiunti nel corso di questi 300 giorni di governo ed anticipando i progetti per l’anno venturo. L’argomento più scottante resta però quello “Quirinale”.

Dopo una settimana di toto-nomi per il Colle, quattro sono tra i più chiacchierati: Prodi, Bersani, Padoan e la Bonino, e di rumors sul  “nuovo” Patto del Nazareno, nel quale si dice sia emersa la volontà di Berlusconi non solo di velocizzare la discussione dell’Italicum alla Camera, ma anche di cercare un nome condiviso del successore di Napolitano e soprattutto che quest’ultimo non rappresenti solo una parte ben precisa del Parlamento. Ora è Renzi a esprimere la strada che percorrerà sulla scelta del successore di Napolitano. Queste le sue parole da Fazio : “Prima di tutto un grazie a Giorgio Napolitano. Quando deciderà di dimettersi, ci ragioneremo. Va scelta una persona di grande saggezza, di grande equilibrio. Ci vuole un’alleanza ampia, che per me può andare dalla Lega a Sel . E nel patto del Nazareno, il Quirinale non c’era. Ricordo che Berlusconi e Forza Italia sono stati sempre coinvolti nella scelta del presidente della Repubblica. Berlusconi è stato decisivo nel votare con convinzione nel 1999 Ciampi e nel 2013 Napolitano, non c’è nessun motivo per cui dovrebbe star fuori stavolta” e prosegue “ Nemmeno il Pd può avere un diritto di veto, figuriamoci gli altri”.

Parole che sembrano essere la risposta a quanto Bersani aveva detto nell’intervista rilasciata qualche giorno prima nel programma di  Lucia Annunziata: “Cominciamo a ragionare del profilo del nuovo presidente della Repubblica e poi ne parliamo con Grillo, con Berlusconi e con gli altri. Ma tocca a noi fare i pivot” aveva detto Bersani su Rai 3 ed aveva poi concluso dicendo “Berlusconi può convergere con noi sulla autonomia del candidato. Il sistema non ci consente di scegliere quello che ci piace, ma dobbiamo trovare un punto di equilibrio autorevole e di garanzia”.

Renzi non si sbottona sui nomi del probabile candidato “Oggi chi fa nomi li vuole solo bruciare”, ma elenca un po’ quelle che dovranno esserne le caratteristiche: “Non so quello che avverrà, ma deve essere un processo sereno, tranquillo, semplice, chiaro. Il Presidente della Repubblica è un garante, deve essere una persona di grande saggezza e equilibrio, eletto da una alleanza ampia, dovrebbe votarlo dai grillini a Fi a Sel”.

Si conferma la voglia di proporre qualcuno che faccia piacere un po’ a tutti, compreso a Berlusconi e a tutti i partiti che compongono le due Camere, compreso Ncd, M5s e Sel. E sulle parole di Vendola, che aveva proposto Romano Prodi,  sembra che Renzi faccia allusioni con questa frase: “Quando penso a ciò che sarebbe potuto accadere se solo nel ’98 Vendola ed i suoi, con una parte dei nostri, non avessero mandato a casa Prodi…”.

In realtà il nome di Prodi sembra essere quello che aleggia di più sulla bocca di molti partiti, sia in positivo, come è il caso del Pd che rilancia il nome del vecchio leader attraverso le parole del capogruppo alla Camera Roberto Speranza Io lo avevo votato nel 2013, penso che sia una persona di grandissima qualità e non avrei alcun problema a rivotarlo…” o tra i grillini che hanno inserito il suo nome nelle Quirinarie online. Che in negativo, come lo fa la Lega attraverso le parole di Calderoli “siamo ampiamente disponibili a discutere, ma cerchiamo di non tirar fuori la solita vecchia scarpa della politica” che propone nuovi nomi come Caprotti di Esselunga e di Vittorio Feltri.

Determinante per raggiungere una scelta più tranquilla del nuovo Presidente delle Repubblica è iniziare subito la discussione alla Camera della Nuova legge elettorale “Le riforme costituzionali e la nuova legge elettorale saranno approvate entro il 31 gennaio 2015″ ha detto Renzi da Fazio. Il motivo è dovuto al fatto che se si eleggesse un nuovo presidente della repubblica e questo decidesse  di sciogliere le Camere senza prima l’approvazione dell’Italicum in Parlamento, si andrebbe al voto con l’attuale legge elettorale, cosa che preoccupa un po’ tutti i partiti.

Claudia Cepollaro