La convinzione, tutta europea, che il portiere, ovvero il Goleiro, in Brasile sia sempre stato un ruolo di secondo piano, è un falso mito, difatti, dagli albori del futebol ad oggi, nella fucina di talenti verdeoro ci sono spesso stati validi elementi.

Ricordiamo, tra gli altri, Barborsa (anni 40’ e ’50, noto per la disfatta del Maracanazo), Gilmar (anni ’50 e ’60, unico portiere a vincere due coppe del mondo), Leao (anni ’70), Julio Cesar (anni 2000, vincitore del cosiddetto Triplete con l’Inter).

SERIE A – In Italia, soprattutto negli ultimi anni, i portieri brasiliani hanno spesso scalzato i propri colleghi indigeni, con alterne fortune. Un caso emblematico è quello di Taffarel, che negli anni ’90 ha difeso la porta del Parma, vincendo due coppe Italia e una Coppa delle Coppe; attualmente è l’allenatore dei portieri della nazionale brasiliana (con la quale ha conquistato la coppa del mondo nel ’94). Esistono esempi recenti, senza dover scomodare i vincenti Dida (Milan) e Julio Cesar (Inter), già citato. Negli anni 2000, infatti, la Roma ha affidato la propria porta prima a Doni e Julio Sergio, poi a Artur; il Genoa ha schierato tra i pali Rubinho, mentre la Sampdoria Da Costa, il Milan Gabriel, la Fioretina Neto e il Verona Rafael.

RAFAEL CABRAL – Attualmente, però, il portiere più famoso in Italia è certamente Rafael del Napoli, dopo la vittoria della propria squadra in SuperCoppa Italiana ai danni della Juventus. La partita, infatti, si è conclusa ai calci di rigore (7-8 il risultato finale), nei quali l’ex Muralha Santista si è contraddistinta per le parate su Pereyra e Padoin, e per aver indotto all’errore Tevez (palo) sul primo tiro: Rafael indica ripetutamente con il braccio che si sarebbe buttato a destra – così avverrà – allora l’avversario angola il tiro sul lato opposto, ma in misura eccessiva, colpendo il palo e fallendo, difatti, il penalty.

Oltre lo show dei rigori – Rafael ha dichiarato ai microfoni della Rai che era solito sfidare gli avversari anche in Brasile – il portiere del Napoli ha anche disputato un ottimo incontro, risultando decisivo su almeno un paio di interventi, nonostante sui due gol subiti avrebbe potuto fare di meglio. La sua è una rivincita personale, dopo le tante critiche ricevute dalla piazza di Napoli, abituata lo scorso anno alle prestazioni di alto livello – nonostante alcuni errori grossolani – di Juan Manuel Reina, che è stato però il primo a complimentarsi con il suo erede tramite Twitter.

Per una notte, Rafael è tornato grande, come lo era in patria dove ha vinto una coppa Libertadores e tre campionati paulisti, e con lui tutto il Napoli, in evidenti difficoltà (soprattutto difensive) nel corso di questa prima parte di stagione. Il cammino è ancora lungo, ed anzi Rafael dovrà ripetersi partita dopo partita, insieme a tutto il pacchetto difensivo, per conservare la titolarità e avvalorare la tradizione brasiliana in Italia.

Fabio Fin