E’ dell’11 dicembre 2014 la bella notizia: un gruppo di ricercatori della Wildlife Conservation Society ha riportato un notevole incremento dei nidi di tartaruga marina  della specie Eretmochelys imbricata, nell’area di Pearl Cays, in Nicaragua.

Come le altre sei specie di tartaruga marina, la tartaruga embricata (nome comune di questa specie, che deriva dalla singolare disposizione sovrapposta degli scudi, come particolari tipi di tegole utilizzate per ricoprire i tetti, chiamate “embrici”), è fortemente minacciata dalle attività umane: dal consumo delle carni e delle uova al commercio illegale  del carapace (utilizzato per fermacapelli, gioielli e oggetti decorativi), dagli ami usati dai pescherecci all’ingestione di plastica, dalle luci artificiali alle attività costiere, dalle perdite di petrolio ai cambiamenti climatici.

In particolar modo, questa specie che abita le acque tropicali e subtropicali degli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano, è stata inserita dallo IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resurces) nella lista delle specie “critically endangered”, ovvero a rischio di estinzione nell’immediato futuro.

Fortunatamente il programma di conservazione “Hawksbill Conservation Project”, attuato dalla Wildlife Conservation Society ha iniziato a dare i suoi frutti: il numero di nidi è aumentato del 200%, da 154 nel 2000 a 468 nel 2014, il furto di uova si è ridotto di più dell’80%, il successo di nidificazione ha raggiunto questa stagione il 75% ed oltre 35.000 tartarughe neonate sono riuscite a raggiungere il mare a fine Novembre.

Questi ottimi risultati sono dovuti all’impegno che i ricercatori del WCS hanno messo nel sensibilizzare le popolazioni locali e nella creazione, nel 2010, del Pearl Cays Wildlife Refuge, con lo scopo di salvaguardare le aree di migrazione delle tartarughe marine, quelle in cui si cibano, si accoppiano e quelle in cui depongono le uova. In più, gli scienziati del WCS, dal 1999 hanno marcato 3000 tartarughe, continuamente seguite via satellite, al fine di ampliare le conoscenze su questa specie e quindi migliorare in maniera consapevole gli sforzi attuati per la sua stessa conservazione.

Caleb McClenn, direttore esecutivo del WCS per la conservazione del mare ha detto: “Il numero di nidi contati quest’anno dimostra come, lavorando con le comunità locali, possiamo salvare le tartarughe dall’estinzione. Le comunità che collaborano con il WCS sono direttamente coinvolte nella salvaguardia delle loro risorse naturali. Senza il loro aiuto ed il loro impegno, questo progetto sarebbe fallito e le tartarughe embricate del Nicaragua condannate all’estinzione”.

Chiudiamo quindi questo 2014 con la consapevolezza che, con i giusti sforzi e con l’adeguato impegno, aiutare la natura è sempre possibile, e che i successi riscossi dal WCS in Nicaragua sono certamente ripetibili anche per altre specie di tartarughe marine in altre parti del mondo.

Valentina Spennato

Referenze: www.wcd.org , www.conserveturtles.org