La Commissione Intelligence del Senato Usa, dopo sei anni di indagini, ha diffuso il rapporto sui metodi di tortura usati dalla Cia e da altre strutture segrete americane sui terroristi catturati dopo l’11 Settembre. La Cia si vede accusare di  “inganni,disonestà e brutalità” compiuti soprattutto durante l’era Bush, trovandosi contro l’attuale presidente Obama, il quale auspica che non si debba più parlare di torture, e i democratici, che considerano questa un’opportunità per voltare pagine e restaurare gli antichi valori americani.

Il rapporto di 528 pagine presentato martedì dal capo della Commissione Dianne Feistein si fonda su quattro pesanti accuse; la prima riguarda le tecniche di interrogatorio usate su 119 detenuti. Una di queste era il Waterbording, una sorta di annegamento vero e proprio che, secondo i medici della Cia, originariamente doveva essere praticato in modo meno violento rispetto a quello usato dagli agenti. Uno dei terroristi dell’11 Settembre subì questa tortura 183 volte, anche quando le prove su un presunto complotto del quale lui era accusato si mostrarono essere false. Nel waterbording l’acqua invade le vie respiratorie ma viene fermata prima che la persona possa effettivamente morire, comportando però danni cerebrali dovuti alla riduzione di ossigeno.

Altra tortura era la privazione del sonno per 180 ore (7 giorni e mezzo) che “costringeva i detenuti a stare in piedi o in posizioni scomode con le mani legate sulla testa”; in questo caso si sa dell’esistenza di un morto per ipotermia perché incatenato sul pavimento di cemento freddo. L’idratazione rettale, invece, era la pratica più dolorosa che si affiancava a torture sempre diverse e tutte disumane con minacce anche sulle famiglie e sulla persona torturata, è il caso di Zubaida chiuso in una cella piccolissima e minacciato che avrebbe lasciato la prigione solo in “una bara da morto”.

La seconda accusa riguarda la gestione del programma da parte della Cia che è stata inadeguata e profondamente viziata, e si contano esempi di prigionieri innocenti scambiati per terroristi. Come nel caso della cattura di due lavoratori stranieri di un “governo alleato” torturati per mesi e poi rilasciati solo due mesi dopo aver saputo della loro innocenza. Gli ultimi due punti possono essere accorpati insieme perché riguardano l’accusa di inesattezze nel programma presentato dalla Cia sui metodi di interrogatorio dei detenuti .I parlamentari, il pubblico americano oltre che lo stesso Presidente degli Stati Uniti erano infatti tenuti all’oscuro. Nel rapporto è scritto che “ la Cia ha ripetutamente fornito informazioni inaccurate, ostacolando un’appropriata indagine legale sui metodi di interrogatori utilizzati nell’ambito del Programma di detenzione dell’agenzia”.

Dalla Casa Bianca il Presidente americano Obama, alla luce degli eventi, ha  ricordato di aver “in modo inequivocabile bandito la tortura” sin dall’inizio del suo mandato , e su ” I duri metodi della Cia” il Presidente ha detto che “sono contrari e incompatibili con i valori del nostro Paese. Le tecniche utilizzate dalla Cia  hanno danneggiato significativamente l’immagine dell’America e la sua posizione nel mondo e hanno reso più difficile perseguire i nostri interessi con alleati e partners. Continuerò ad usare la mia autorità di presidente per assicurare che non faremo mai più ricorso a questi metodi”. Sembra infatti che nemmeno l’allora Presidente Bush venisse  informato su quello che accadeva realmente sui prigionieri interrogati dalla Cia.

Anche  altri paesi del mondo hanno preso le distanze sui metodi intimidatori e violenti dell’Agenzia americana, appoggiando le parole dure di Obama. Come ha fatto il premier britannico Cameron  “La tortura è un errore, sempre. Tutti noi, che vorremmo vedere un mondo più sicuro, che vogliamo vedere sconfitto questo estremismo, non trionferemo se perderemo la nostra autorità morale”.

Claudia Cepollaro