Giunge in queste ore un ricco dossier stilato dal WWF sul 2014 italiano, un bilancio delle politiche attuate in materia ambientale che viene riassunto con cruda scaltrezza: quello di Renzi si configura come «un governo incapace di concepire una nuova economia basata su innovazione, efficienza sostenibilità ambientale, e valorizzazione del capitale naturale che faccia annoverare l’Italia tra i Paesi più avanzati dell’Europa nell’affrontare la crisi di sistema che attraversa il continente».

Molte ombre e poche luci, quelle tratteggiate dal WWF ed in particolare sul semestre di presidenza italiano in seno all’Unione Europea, definito da più parti – e non solo in fatto di ambiente – come un’occasione sprecata.

Sembra, insomma, che la mentalità diffusa di reazione alla crisi resti una miope convinzione legata a vecchie logiche di mercato, e che nessuno, al mondo, si sia accorto che il perdurare degli squilibri provocati dalla crisi derivi anche e soprattutto da un “deficit ecologico” gravissimo, e da un utilizzo scellerato ed indiscriminato delle risorse ambientali.

Analizzando più in dettaglio il rapporto del WWF, si evincono punti critici genericamente sintetizzabili come segue:

– nessun cambiamento nelle politiche energetiche ancorate a fonti fossili come il carbone;

– inedia nella tutela del patrimonio ambientale e nelle politiche di governance dello stesso;

– utilizzo di misure fortemente impattanti, come quelle contenute nella Legge di Stabilità e nel cd. decreto Sblocca-Italia.

Tra le buone pratiche, invece, si elencano:

– i 2 miliardi di fondi destinati al dissesto idrogeologico;

– misure allo studio per l’introduzione dei reati ambientali e per il contenimento di consumo del suolo;

– l’adesione al Pacchetto Europeo 2030 su clima ed energia e la stesura della Carta di Livorno per la tutela del mare.

Alla luce di queste analisi, lo stesso WWF si è fatto promotore, assieme ad una rete di 16 associazioni, di un incontro con il sottosegretario Delrio per la discussione di un’“Agenda per la riconversione ecologica dell’economia”.

Emanuele Tanzilli

Fonte: greenreport.it
Per saperne di più: http://www.wwf.it/news/?10840/Living-Planet-report-WWF-2014