Il 2014 è stato un anno particolarmente fruttuoso per musei, gallerie e fondazioni italiane, che hanno offerto ad un vasto pubblico l’opportunità di godere dei capolavori inestimabili di alcuni grandi protagonisti della storia dell’arte.

In attesa dell’inaugurazione delle prossime esposizioni di richiamo internazionale, da Matisse a Roma a Picasso e Gaudì a Ferrara, è doveroso tracciare il positivo bilancio di quelle che sono state le dieci mostre più visitate in Italia durante l’anno appena concluso.

Il nostro breve viaggio lungo la penisola comincia in Romagna, ai Musei San Domenico di Forlì, in cui la mostra “Liberty. Uno stile per l’Italia moderna” si piazza all’ultimo posto della classifica, avendo registrato 130.000 visitatori dal 1 febbraio al 15 giugno.

Nono posto per un’altra esposizione di successo, andata in scena nella capitale dell’arte italiana. Nel rinascimentale Palazzo Strozzi, Firenze ha, infatti, ospitato “Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della Maniera” dall’8 marzo al 20 luglio. I due “eccentrici” di casa hanno attirato ben 150.000 visitatori, presentando al pubblico esempi mirabili di uno dei momenti di passaggio più delicati nella storia dell’arte italiana, protesa all’epoca verso il pieno manierismo.

Procedendo, “Musee d’Orsay. Capolavori” è la rassegna ospitata dal Complesso del Vittoriano a Roma dal 22 febbraio al 22 giugno. La splendida cornice di Piazza Vittoria ha fatto da palcoscenico ai più autorevoli esponenti della fortunata stagione dell’Impressionismo francese, tradizionalmente di casa al d’Orsay, e per un’imperdibile occasione trasferitisi in Italia, registrando 165.000 presenze.

In settima posizione, l’ultima delle tre mostre di Palazzo Reale presenti in classifica. A Milano, dal 17 dicembre 2013 al 4 maggio, la retrospettiva “Kandinsky” ha registrato 206.000 visitatori, attratti dallo smisurato fascino dell’opera del più grande protagonista dell’astrazione europea del primo Novecento.

Dalla Lombardia al Veneto. “Verso Monet. Il Paesaggio dal ‘600 al ‘900” è la mostra ospitata da Palazzo della Gran Guardia a Verona (211.315 visitatori dal 26 ottobre 2013 al 9 febbraio) e successivamente dalla Basilica Palladiana di Vicenza (155.520 visitatori dal 22 febbraio al 4 maggio).

Quinta posizione per un altro grande successo targato Palazzo Reale. “Warhol“, dal 24 ottobre 2013 al 9 marzo, è stata la rassegna monografica che ha portato in Italia le opere del padre della pop-art appartenenti alle Collezioni Peter Brant, e Milano, da grande centro della moda e del glamour, ha risposto con ben 225.000 visitatori.

228.000 visitatori, invece, per un’altro grande centro dell’arte contemporanea italiana. “Fundamentals” rappresenta le 3 mostre complementari che hanno dato forma alla Biennale di architettura di Venezia, di scena dal 7 giugno al 23 novembre.

Sul gradino più basso del podio troviamo ancora Milano e ancora Palazzo Reale. Stavolta si tratta di una cornice tutta fin de siècle: “Klimt. Alle origini di un mito” è stato il grande allestimento dedicato al celebre pittore austriaco e al suo ruolo svolto nello sviluppo stilistico della Secessione viennese. 250.632 visitatori in quattro mesi, dal 12 marzo al 13 luglio: cifre che dimostrano e certificano il successo della formula storicistica monografica inaugurata da Palazzo Reale.

Medaglia d’argento tutta al femminile per “Frida Kahlo“, rassegna allestita nelle sale delle Scuderie del Quirinale a Roma da 20 marzo al 31 agosto. L’opera della grande pittrice messicana ha raggiunto quota 332.000 presenze, cifre da capogiro ancora in fase di aggiornamento, data la trasferta della mostra a Palazzo Ducale a Genova che, con un surplus di lavori di Diego Rivera, si concluderà il prossimo 8 febbraio.

Infine, a guadagnarsi il titolo di regina delle mostre italiane del 2014 è la tanto chiacchierata “La ragazza con l’orecchino di perla – Il mito della Golden Age da Vermeer a Rembrandt. Capolavori dal Mauritshuis“. Palazzo Fava a Bologna ha fatto da palcoscenico alla super-star del Vermeer attirando i 342.626 visitatori che hanno decretato il formidabile trionfo della più discussa mostra dell’anno, tanto controversa quanto di successo nell’aver saputo accordare intense e mirate strategie di marketing all’indiscusso fascino dei protagonisti del Seicento olandese.

Cristiano Capuano