Cari lettori, il nuovo anno già veleggia sospinto dai vecchi calendari accartocciati o ridotti in cenere; e come sempre suole accadere, con paziente ed atavica costanza, abbondano le promesse e le buone intenzioni che finiranno al macero del dimenticatoio nel giro di poche settimane.

Ho deciso di aggiungermi all’elenco; così, per l’occasione, ho appositamente compilato una lista di propositi per il 2015 che non esiterò a definire “cattivi” fin da subito; non per malafede, ma per serendipica certezza di vederli sistematicamente smentiti uno ad uno.

  1. Dimenticare il 2014. Diciamoci la verità: è stato orribile, straziante, mediocre sotto ogni punto di vista. Superare il trauma è necessario, se si vuole andare avanti con serenità o quantomeno senza una camicia di forza indosso. Consigliati, all’uopo, tisane di valeriana o il neuralizzatore di Man in Black.
  2. Recuperare un minimo di sovranità popolare. Che non vuol dire, come pensa qualcuno, uscire dall’euro; ma magari, se non è chiedere troppo, scegliersi un Governo attraverso le elezioni e non attraverso le larghe intese. Vedremo cosa ne penserà il successore di Napolitano…
  3. Riscoprire il senso della parola “lavoro”; essendo un po’ di anni che la schiavitù è stata abolita, non sarebbe male poter ambire a qualcosa di diverso dal call-center o dal porta-a-porta a provvigioni. Attendiamo con ansia i miracoli del Jobs Act: intanto, siamo al 4 gennaio e nessuno mi ha ancora implorato di lavorare per lui.
  4. Imparare a consumare consapevolmente, a rispettare l’ambiente come meglio si può e a ricordare che di pianeta ne abbiamo solo uno. Ecologia è una bella parola: da riproporre più spesso, soprattutto da parte di noi media a chi ne è quasi spaventato, come se si trattasse di una colonscopia.

    Brainch
    Autrice: Laura Arena
  5. Vivere le avversità e le delusioni con bontà d’animo e propensione al perdono, perché stiamo già abbastanza pieni di problemi per serbare odio e rancore e farci la guerra a vicenda. E in ogni caso, ricordare che un po’ di sana indifferenza ogni tanto non guasta.
  6. Leggere di più e guardare meno televisione, con particolare riguardo a reality, talk-show, vetrine politiche e ogni genere di programma in cui un Giletti di turno provi ad improvvisarsi redentore della coscienza collettiva. La diminuzione dei valori di bile è garantita.
  7. Cominciare la dieta, iscriversi in palestra, fumare di meno e tutti quegli amabili propositi che hanno inizio in un non meglio precisato lunedì sono ormai passati di moda e non vanno più neppure fra gli hipster: semplicemente abbiate cura di voi stessi, nel modo che il buonsenso vi suggerisce più opportuno.
  8. Parlare di meno, molto di meno, così da comprendere quanto il silenzio possa essere denso di significati. Tutta energia che può essere risparmiata per compiere qualcosa di buono, come riordinare la propria stanza, portare cibo agli animali randagi, o abbracciare un esponente della minoranza PD.
  9. Utilizzare facebook e i social network in maniera intelligente: le foto dei gattini vanno bene, le citazioni di Baudelaire scritte male possiamo tollerarle – apprezzando il pensiero; ma il resoconto fotografico di ogni pasto, le minacce di morte casuali verso giornalisti e politici o la condivisione di articoli da TzeTze, quello no, mi spiace, proprio no.
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E voi, lettori cari? Quali sono i vostri buoni propositi per il 2015? Fatemelo sapere, con un commento o con una mail a ilbrainch@liberopensiero.eu

Alla prossima, e buon anno a tutti.

Emanuele Tanzilli
@EmaTanzilli