Sono ancora in atto le polemiche per quanto riguarda la scelta della chiusura degli scavi di Pompei nei giorni di Natale e Capodanno.

La questione si è riaperta quando alcuni pullman turistici sono stati costretti a fare dietrofront a causa della chiusura del sito. A tal proposito è intervenuto nuovamente il Ministro di Beni e Attività Culturali, Dario Franceschini, spiegando che, probabilmente, l’arrivo a Pompei di alcuni pullman turistici il giorno di Capodanno è stato permesso da alcuni tour operator che, programmando e vendendo i pacchetti di viaggio con molti mesi di anticipo, non hanno tenuto conto dei cambiamenti del calendario decisi in Giugno.

Inoltre, per giustificare la scelta delle sue decisioni per quanto riguarda la chiusura del sito, il Ministro afferma: “A Natale e Capodanno i musei sono chiusi ovunque nel mondo.” Ne sono infatti una prova gli Uffizi, Brera, Paestum, Capodimonte, i Musei Vaticani, la National Gallery, il Moma, la Tate Modern, il Museo d’Orsay, il Louvre ed il Gugghenheim, così aggiunge: “Si tratta di una scelta permanente per allinearsi con quanto avviene in tutto il mondo.”

La decisione è stata presa a causa dello scarso numero di visitatori a Natale e Capodanno in confronto agli altri giorni: “L’anno scorso a Natale andarono a Pompei 827 persone, a Capodanno 2314 contro una media di 15/20000 di ogni prima domenica del mese. In tutta Italia a Natale andarono nei musei statali 12.376 persone mentre la prima domenica di dicembre 2014 ne furono 311.017. Questi sono i numeri che hanno portato a questa scelta.

Il Ministro inoltre si chiede come mai la polemica sia nata solo per quanto riguarda gli scavi di Pompei “Perché nessuna riga o attacco sugli Uffizi chiusi? O Brera? O Paestum o Capodimonte e così via? Temo che la risposta stia solo nel fatto che Pompei fa notizia qualunque cosa accada, a meno che, ovviamente, non sia una notizia positiva.

 Daniela Diodato