A Casoria, ma non solo, si parla spesso di legalità: ebbene, a mio parere la vera legalità resta solo il lavoro: infatti si parla di progetti, ma non di sviluppo.

La disoccupazione resta il dramma più pietoso della nostra vita. Sono tanti i giovani in cerca di occupazione, e tanti ex dipendenti di Carrefour aspettano ancora risposte positive. Era bella Casoria negli anni ’70, bella perché offriva molto lavoro, per questo veniva considerata la piccola Milano. Poi all’inizio degli anni ’80 abbiamo perso tutte le industrie che ci facevano sperare di vivere decorosamente. Oggi al posto delle industrie abbiamo tante aree dismesse che inquinano la nostra aria, e in molti muoiono di tumore, soprattutto coloro che abitano nelle vicinanze della Resia.

Non ci sono più quei bei negozi di una volta; per la gran parte hanno chiuso. Questa città sembra un mortorio pubblico. Molti amici sono emigrati all’estero, e poi ci lamentiamo degli stranieri che hanno invaso il nostro paese, quando in alcune città del Giappone e degli stati uniti d’America ci sono tante piccole Italia.

Ma il problema di Casoria non è solo il lavoro. Dove vuole arrivare Renzi con i suoi 80 euro? Possono mai cambiare la nostra vita? Magari fossimo ancora ai tempi della lira, con quelle poche lire eravamo tutti felici. Casoria è morta, ci vuole solo la mano del nostro Signore per resuscitarla. Qui ci vorrebbe un commissario prefettizio per oltre 20 anni, solo così si cancellerebbe il nome di tanti affaristi che hanno massacrato la vita sociale di Casoria.

Se potessi, inviterei la magistratura e la guardia di finanza ad indagare su tanti misteri di questa terra, misteri che hanno il colore dell’inferno.

Francesco Gemito