Reduci dall’esaltante vittoria in SuperCoppa a Doha, gli azzurri hanno lavorato durante le vacanze natalizie per farsi trovare pronti all’appuntamento con la prima gara dell’anno; da alcune stagioni un turno favorevole quello dell’epifania, in cui la vittoria non è mai mancata. Al gruppo si sono uniti da pochi giorni anche i due nuovi acquisti Gabbiadini e Strinic.

Il Cesena si è dimostrato un avversario inferiore tecnicamente e, nonostante l’impegno e lo sforzo profuso, si è dovuto arrendere alle prodezze degli attaccanti azzurri, in una gara in cui ai partenopei è andato tutto per il verso giusto, anche se non giocata per lunghi tratti in maniera convincente.

Gli azzurri restano al terzo posto in classifica, in coabitazione con la Lazio a 30 punti, e con le altre avversarie che stentano: sconfitte pesanti per Milan e Fiorentina contro Sassuolo e Parma, per la Sampdoria contro la Lazio e il Genoa che si ferma contro l’Atalanta. Il Sorprendente Palermo si accoda alle inseguitrici.

FORMAZIONI e TATTICA

Benitez, che deve fare a meno di Zuniga, Insigne e Michu, deve rinunciare per un mesetto anche a Ghoulam, impegnato con la nazionale algerina in Coppa d’Africa (è stato acquistato Strinic per sostituirlo) e al suo posto propone Britos. Koulibaly (diffidato) non viene rischiato, in vista dell’impegno di domenica contro la Juventus al San Paolo, al suo posto Henrique. Viene, per il resto, confermata la stessa formazione che ha disputato la finale di SuperCoppa.

Di Carlo con molte defezioni, tra le quali quelle di Marilungo e Renzetti, oltre allo squalificato Defrel, gioca con una formazione molto abbottonata, con Brienza che appoggia l’unica punta Hugo Almeida.

Cesena: Leali; Giorgi, Capelli, Volta, Mazzotta; Valzania, Cascione, Ze Eduardo, Magnusson, Brienza; Hugo Almeida

Napoli: Rafael; Maggio, Albiol, Henrique, Britos; David Lopez, Gargano; De Guzman, Hamsik, Callejon; Higuain

LA GARA

Il Napoli sembra entrare subito in partita e parte con convinzione, cercando subito due verticalizzazioni con Maggio e Hamsik, non sfruttate da Higuain e De Guzman. I buoni propositi vengono ben presto a mancare e, complice una serie di errori nei passaggi e nei disimpegni e un forsennato pressing degli avversari, gli azzurri non riescono a controllare la gara, con il Cesena che si rende pericoloso con un colpo di testa di Brienza, lasciato solo in area, che impegna Rafael in una difficile parata.

Il Napoli, in palese difficoltà per una ventina di minuti, concede anche un colpo di testa a Hugo Almeida, bloccato da Rafael, e non riesce ad impostare efficacemente l’azione grazie alla poca tecnica presente oggi tra difensori e centrocampisti (utili più alla fase difensiva, come Gargano e Lopez).

Per fortuna il Napoli trova il gol del vantaggio al 28° minuto con Callejon, bravo a sfruttare una palla vagante in area, dopo scambio tra Higuain e Hamsik e a schiacciarla in porta tra una selva di gambe.

Il Napoli, rinvigorito dal vantaggio, sembra essersi sbloccato e a 5 minuti dal termine della prima frazione di gioco raddoppia con Higuain, lanciato verso la porta da un’invenzione di Hamsik, che in una frazione di secondo stoppa una palla lunga ricevuta da Rafael a centrocampo e trova il Pipita, scavalcando con un assist perfetto la difesa cesenate. Higuain riceve, salta il portiere e mette a segno il 2-0.

Nella ripresa di nuovo un Napoli un po’ distratto, concede due palle gol agli avversari, ma la giornata è benevola e dopo 20 minuti arriva il terzo gol azzurro, con Hamsik, che conclude in rete con un diagonale (deviato in porta sulla linea da un difensore) un’azione in ripartenza.

Entrano Mertens per un evanescente De Guzman e Jorginho per Gargano (ammonito) e il Napoli alla mezz’ora segna ancora con una prodezza di Higuain, che controlla una palla tra due avversari al limite dell’area, si gira e trova il diagonale vincente. Nel finale Brienza con un tiro al volo al limite dell’area di pregevole fattura trova il gol della bandiera.

La gara si conclude sul 4-1  e consente al Napoli di preparare al meglio l’attesa gara contro la Juventus, che più della rivincita di Doha sarà ricordata per il saluto del San Paolo al grande e compianto Pinuccio.

Fonte immagine in evidenza: pianetazzurro.it

Gianluca Torre