La vicenda parigina è uno schiaffo alla libertà di espressione, un attentato ad una libertà universale, in occidente, ottenuta con le lotte dell’illuminismo e che è alla base del pensiero democratico. L’attentato è stato un fulmine a ciel sereno, per i comuni mortali, che ha risvegliato in tutti quel senso di insicurezza dallo ‘straniero’, che rappresenta una cultura che non si conosce e che si ritiene ostile e che ha già scatenato reazioni di ogni tipo da ogni parte del mondo.

Il rischio che si corre adesso, e non sono certo il primo a dirlo, è che si porti avanti una nuova, l’ennesima, guerra di religione. Uno scontro tra noi, l’occidente, i cristiani/cattolici; e loro, l’oriente, gli islamici. E quando si parla di questo, non posso far altro che scorgere le ipocrite e presuntuose parole di pseudo intellettuali o sedicenti politici che non hanno aspettato un attimo per mettere sulla graticola tutta la cultura islamica. Ieri, affamato di notizie provenienti da Parigi, sono finito su Matrix, trasmissione di approfondimento su Canale 5. Alla discussione erano ospiti anche Vittorio Feltri e Matteo Salvini, intenti a professare la presunta schiacciante superiorità della civiltà occidentale contro la barbara civiltà e cultura musulmana, violenta per ‘colpa’ del Corano e dei suoi insegnamenti, a quanto si può percepire dalle loro illuminanti parole. Ai due evidentemente mancano alcuni passaggi storici. Sto per dire delle banalità, ma contro persone altrettanto banali non si può fare altro. I cristiani sono quelli che hanno fatto le crociate, in nome di Dio, per conquistare la Terra Santa dove allora vivevano i musulmani, uccidendone migliaia e migliaia, e in molti casi manco per vocazione quanto per razziare le ricchezze delle città arabe. In un periodo molto più recente c’è stato l’attentato organizzato e portato avanti da Anders Breivik, ariano norvegese che ha sterminato 77 persone in nome del Cristianesimo. Gli esempi non sono certo un modo per dire che i vergognosi fatti di Parigi siano giustificati, ma solo per illustrare come in nome del cristianesimo si possa essere altrettanto violenti.

Una guerra di religione non solo bellica ma sicuramente mediatica, dove gli islamici moderati, la stragrande maggioranza, ne pagheranno le pene perchè dei vili intellettualoidi e politici populisti sfrutteranno la rabbia delle masse per guadagnare consenso elettorale o qualche apparizione televisiva. E così la comunità islamica sarà al centro, tra due fuochi, tra una fazione fondamentalista che professa come proprio credo la violenza; e chi generalizza il discorso islamico, identificando il musulmano come terrorista, portando avanti una campagna denigratoria verso questa pacifica comunità. Ed in questo senso i compagni di merende a livello europeo, Marine Le Pen e Matteo Salvini, si stanno già muovendo.


Le Pen prova a sondare la possibilità di un referendum sulla pena di morte, tanto per raccogliere il consenso delle frange più estremiste e arrabbiate del web; Salvini invece chiede la sospensione dell’operazione Mare Nostrum, che ha salvato centinaia di vite nel Mediterraneo, e di schedare i centri islamici e chi li frequenta, de facto, portando avanti quella vergognosa e criminale identificazione dell’immigrato, del musulmano, come terrorista.

In Francia ieri si è subito rivelata tutta la solidarietà dei musulmani, francesi, che hanno fortemente condannato l’attacco terroristico. Tantissimi, poi, sono i musulmani in tutto il pianeta che hanno fatto lo stesso, cercando di essere vicini alla Francia attraverso il web, lanciando l’hashtag #notinmyname , per contrastare per l’ennesima volta (non è un hashtag nuovo, infatti) l’opera dei fondamentalisti islamici.

L’Europa, oggi è più chiaro che mai, deve convivere con una porzione di popolazione (che è comunque piccolissima in relazione alla popolazione totale del continente) che è reduce dalle battaglie del Califfato nel Medio Oriente, ed è ovvio che bisogna portare avanti dei controlli, serrati, nei confronti di questi individui, ora esperti militari, che possono formare cellule terroristiche. Ma i governi tutti devono portare avanti, al contempo, un’opera di protezione della comunità islamica alla quale spetterà un bruttissimo periodo, fatto di denigrazione e di attacchi. Un’opera di legittimazione di integrazione di queste persone che devono essere viste come francesi, italiani, tedeschi: europei. Per la libertà di espressione, per la quale sono morti 12 persone a Parigi, e per tutte le libertà del mondo occidentale, non possiamo in alcun modo permettere che la maggior parte della pacifica comunità islamica ne paghi le conseguenze.

E allora anche io lo dico: Je suis Charlie. Diamo un senso a queste dolorose morti, non permettiamo che l’irrazionale odio prenda il sopravvento; non permettiamo che gli interessi personali e politici permettano di mandare al rogo una civile e pacifica comunità; non permettiamo che si sviluppi una nuova guerra di religione.

Allora io lo dico ancora, fieramente, #JeSuisCharlie: per la libertà di espressione; per il diritto di professare liberamente la propria fede; per tutte le libertà occidentali, che non devono essere fermate per fare di tutta l’erba un fascio.

Francesco Di Matteo

1 COMMENTO

  1. L’attacco andrebbe fatto ai satelliti mediaset (o quello che è), tranne premium calcio (per le partite non certo per Bargiggia e co, che potrebbero ben figurare a matrix etc)

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