Le recenti difficoltà economiche delle società calcistiche italiane, ivi comprese le big della Serie A, stanno facendo sì che il quantitativo delle operazioni di calciomercato non titolo definitivo siano in forte aumento.
Se il fenomeno delle compartecipazioni è stato debellato recentemente, allora i prestiti con diritto di riscatto sono la nuova quotidianità nel calciomercato, permettendo il passaggio dei cartellini con grande semplicità e la dilazione dei pagamenti.
Tutto questo per i calciatori significa cambi di maglia frequenti, incertezza sul futuro, instabilità psicologica e impossibilità di legare con l’ambiente.
Anche per i club, nel lungo periodo, la via dell’incertezza potrebbe non essere conveniente, ma a quanto pare sarà la strada più battuta, anche in questa sessione di calciomercato

PRIMI COLPI – Il 2015 è ancora alla sua alba e a Milano sono già sbarcati grandi talenti del calibro di Cerci, Podolski e Shaqiri. A titolo temporaneo, ovviamente.
Operazioni di questo tipo indicano una volontà chiara delle società: un buon risultato, nell’immediato poi a giugno ci ripensiamo.
Pur ammettendo che questa sia la strada da percorrere per dare una svolta alla stagione di nerazzurri e rossoneri, sembrerebbe logico tentare di trattenere suddetti giocatori a Milano effettuando le spese necessarie.

Ecco che il problema si palesa.

CALCIOMERCATO, COME CAMBIA L’INTER CON PODOLSKI E SHAQIRI

Per la società di Thohir i rischi, forse, sono anche più elevati rispetto ai cugini rossoneri: Podolski e Shaqiri hanno grandi qualità e, nel 4-2-3-1 pensato da Mancini, possono essere un’arma vincente. In effetti sono fondamentali perché nella rosa non ci sono altri giocatori con quelle caratteristiche, eccetto Obi, ammesso che sia un esterno di ruolo. Ovviamente il tutto è dovuto alle direttive di Mazzarri che non prevede nel suo scacchiere tattico esterni offensivi con queste caratteristiche.

TATTICA – Si prevede che il tedesco campione del Mondo sarà l’esterno di sinistra, con lo svizzero destinato a partire sulla destra per poter rientrare, guardare il campo e sfruttare il sapiente sinistro per disegnare gioco. Tra i due ci sarà Kovacic, a completamento di una batteria di trequartisti davvero notevole. In alternativa il tecnico di Jesi potrebbe optare per un più stretto 4-3-1-2, il cosiddetto “rombo”. In questo caso Podolski affiancherebbe Icardi, Shaqiri agirebbe alle loro spalle e Kovacic comporrebbe il terzetto di centrocampo con il compito di incorporarsi alla manovra offensiva. Ad ogni modo, gli altri due centrocampisti, presumibilmente Medel e Kuzmanovic (o M’Vila), avranno l’arduo compito di frangiflutti davanti alla difesa, rischiando di trovarsi in inferiorità numerica costante se il pacchetto offensivo non rientra a dovere.

Entrambe le operazioni di calciomercato prevedono una piccola spesa in questa sessione di mercato, minuscola se paragonata a quella che sarà la cifra da spendere tra sei mesi.

FINANZA – Come finanziare le uscite di giugno? Difficile ipotizzare grosse entrate dall’Europa League, ma arrivare in fondo è comunque una speranza. L’obiettivo terzo posto, per quanto distante (8 pti. oggi), diventa quasi un obbligo a questo punto.

L’Inter dovrebbe cedere tutti, o in buona parte, quei giocatori che sono ai margini del progetto tecnico del nuovo allenatore, ma dovrebbe farlo il più in fretta possibile. Già, perché il Mancio potrebbe fare poco affidamento, da qui al termine della stagione, su alcuni esterni difensivi, come Jonathan (quasi mai in campo quest’anno per problemi fisici), Campagnaro e Mbaye; in mediana uno, se non due, tra M’Vila, Guarìn, Kuzmanovic e Khrin dovrà essere ceduto. Per non parlare di Hernanes, mai realmente sui propri livelli in nerazzurro. Rischia di perdere nazionale e appeal sul mercato. Tutti questi giocatori dovrebbero essere in uscita dall’Inter ma, quando si aprirà la prossima sessione di calciomercato, a luglio, non permetterebbero di racimolare granché, specialmente se non avranno molti minuti di gioco per mettersi in mostra.

Alessandro Cappelli