MILANO- Il mercato immobiliare, saliente nel portafoglio degli italiani, va incontro a timidi segnali di ripresa, sebbene è ancora precoce parlare di ripresa vera e propria: dal 2006 ad oggi, infatti, il mercato degli immobili italiano vive in una condizione di costante difficoltà.

Nel terzo trimestre del 2014 l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate, sia per fini abitativi sia per investimenti, è calato dello 0,5%(la riduzione più contenuta dal quarto trimestre del 2011 secondo l’ISTAT) e del 3,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una flessione che dipende dalle diminuzioni dei prezzi delle abitazioni esistenti (-4,8%) e delle nuove (-1,3%). L’aspetto positivo si incentra sulla registrazione, per quanto concerne le abitazioni nuove, di un aumento dei prezzi rispetto al trimestre precedente (+0,7%) che mancava da oltre due anni.

In media, nei primi tre trimestri dell’anno passato, i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2013, evidenziando un calo del 2,4% dei prezzi delle abitazioni nuove e del 5,5% dei prezzi di quelle esistenti, come riporta l’Istituto di statistica.

L’ISTAT quindi, seppur attraverso dati ancora provvisori, ha certificato  una riduzione dei prezzi che avrebbe reso più conveniente l’acquisto di immobili, incentivando la recente crescita registrata dall’osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate: tra luglio e settembre il totale delle compravendite è aumentato del 3,6% su base annua. Bisogna specificare, tuttavia, che i dati riferiti dall’Agenzia dell’Entrate potrebbero differire da quelli dell’ISTAT, poiché, nel fornire un bilancio complessivo sullo stato del mercato immobiliare, l’Istituto di statistica nazionale prende in considerazione il numero di convenzioni contenute negli atti notarili, che di conseguenza possono riguardare una o più unità immobiliari.

Si può assumere che complessivamente il mercato immobiliare italiano vive momenti difficili. Eppure il 2015 potrebbe rappresentare l’anno di svolta, secondo l’istituto di ricerca Nomisma: a livello nazionale, gli scambi di abitazioni dovrebbero infatti crescere del 3,7%.

A cosa si devono così tante difficoltà nella ripresa? Secondo la Banca d’Italia, IMU e TASI potrebbero aver inciso negativamente sulla scelta se acquistare o meno un’immobile. L’andamento del mercato immobiliare potrebbe essere stato influenzato dai rischi legati alla normativa fiscale, modificata spesso nel corso degli ultimi anni: secondo l’Associazione nazionale costruttori edili (ANCE) le imposte sulla casa sono cresciute, passando dai 9 miliardi di euro dell’ICI del 2011 ai 24 miliardi di IMU-TASI del 2014.

La persistente stagnazione del mercato immobiliare ha conseguenze evidenti anche sul settore edile, che dall’inizio della crisi economica ad oggi ha visto andar perduti 64 miliardi di euro in investimenti, 552 mila posti di lavoro  e 16 mila aziende costrette a chiudere i battenti.

Morena Grasso