Chi non conosce Umberto Eco, chi di noi non ha la curiosità di incontrarlo per conversare sulle cose del mondo. Uomo di vastissima cultura, trasfusa abilmente nei suoi innumerevoli libri, non si sottrae al commento sui sanguinosi eventi di Parigi rilasciando un’intervista al Corriere della Sera nella quale paragona l’Isis ad un nuovo nazismo che vuole impadronirsi del mondo. Una situazione che nella storia si ripete e fa tornare in mente allo scrittore i tempi in cui, quando era piccolo, viveva sotto i bombardamenti. Difatti afferma che siamo tutti in guerra. Viviamo la stessa incertezza sulla nostra incolumità che regnava quando da un momento all’altro potevano scatenarsi i bombardamenti sulle città durante la Seconda guerra mondiale.

Del resto anche la reazione omicida scatenata dalle vignette del settimanale satirico “Charlie Hebdo” non è una cosa nuova: l’umanità si è sempre massacrata per un libro come nei casi della Bibbia contro il Corano o del Vangelo contro la Bibbia. Le grandi guerre hanno le loro origini nelle reazioni scatenate dalle religioni monoteiste per un libro al fine di realizzare quanto contenuto nello stesso testo. C’è sempre stata violenza connessa alla realizzazione di un’idea del mondo da parte delle grandi religioni. Ma il celebre scrittore tiene anche a precisare che il mondo è pieno di persone che parlano di libri che non hanno letto, compresi quelli che “dicono di conoscere il Corano senza averlo mai aperto”. Si riferisce forse agli estremisti?

La conversazione tocca anche quanto prospettato dal recente libro di Michel Houellebecq, Sottomissione, nel quale si teorizza la sottomissione per l’appunto della civiltà occidentale, e nella fattispecie di quella francese, a quella islamica. Si parla di una Francia governata nel 2022 dai Fratelli Musulmani, che riescono ad andare al governo grazie ad una (poco) incredibile alleanza con quel che resta di centristi e sinistra, alleate al musulmano moderato Mohammed Ben Abbes, leader di ‘Fraternité musulmane’, contro lo strapotere di Marine Le Pen. Insomma un allarme, nemmeno tanto velato, contro la progressiva islamizzazione del paese. A questo proposito Eco afferma che “il paradosso di cui parla Houellebecq è che il mondo musulmano dal punto di vista sociale è più vicino alla destra estrema che vorrebbe respingerlo con tutte le forze”. Per lui la parola musulmani non può essere associata tanto alla leggera con gli estremismi di cui abbiamo avuto recente testimonianza, come del resto non si può giudicare il Cristianesimo in base ai metodi sanguinari utilizzati da Cesare Borgia per evitare che lo Stato pontificio si disgregasse in mille staterelli. Per contro, l’Isis rappresenta un pericolo reale. Può difatti essere associato ad una nuova forma di nazismo: è chiara, a detta dello scrittore, la sua volontà di impadronirsi del mondo ricorrendo a sistematici metodi di sterminio e terrore. La prospettiva che la civiltà occidentale in crisi poi si possa alleare con i Paesi arabi rappresenta un’ipotesi tutt’altro che ardita. Difatti le migrazioni possono favorire tale processo. Cosa accadrebbe se ad esempio in Italia gli immigrati fossero 50 milioni e gli italiani solo 10? Ci sarebbe una dominanza culturale inevitabile da parte della numerosa popolazione immigrata proveniente dai Paesi del mondo arabo. Tutto ciò è già accaduto nel corso della storia, perché non dovrebbe accadere ancora? Si tratterebbe di un cambiamento epocale e come tutti i cambiamenti ci terrorizza, ma forse è necessario cominciare a fare i conti con questa prospettiva. La storia ce lo chiede.

Francesco Romeo