La Francia è ancora lontana dal metabolizzare l’attacco terroristico che ne fa vittima europea per mano dello Stato Islamico.

In seguito agli ultimi risvolti, con la morte dell’attentatore Amedy Coulibaly, i cittadini decidono di restare barricati nelle case mentre i servizi di sicurezza francesi sono alla ricerca della sua compagna: Hayat Boumediene.

Secondo le ultime rivelazioni che riguardano la strage che ha colpito la testata di satira Charlie Hebdo, a far parte del gruppo di fanatici militari dell’Islam ci sarebbero anche le donne. Oltre a Boumediene, anche Izzana Hamyd, la compagna di Cherif Kouachi, uno dei terroristi uccisi nella stamperia di Dammartin. Le due donne citate si sarebbero scambiate nell’anno 2014 circa 500 messaggi telefonici e si presume che quindi siano pienamente coinvolte nella vicenda. Quest’ultima è in stato di fermo da mercoledì, mentre Hayat Boumediene è la più ricercata della Francia e potrebbe essere armata.

In seguito all’episodio traumatizzante che ha visto quattro vittime e 16 ostaggi al supermarket Kocher, per mano di Coulibaly, della donna sembra non esser rimasta traccia. In realtà non si sa neanche con certezza se al Kocher fosse realmente presente. La ventiseienne era stata interrogata nel 2010 durante un processo in cui Coulibaly era complice di un piano per l’evasione di un terrorista algerino di nome Smain Ait Ali Belkacem.

Nel frattempo nonostante la grande paura collettiva, a Parigi si appresta a muoversi la grande manifestazione contro il terrorismo, in data 11 Gennaio. Al fianco del Presidente Francois Hollande, il premier Manuel Valls, il ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian, il ministro della Giustizia Christiane Taubira, il ministro della Cultura Fleur Pellerin e il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve; quest’ultimo dichiara, come citato anche da Repubblica: “abbiamo fatto il punto sulle indagini. Noi vogliamo mantenere l’alto livello di vigilanza del governo. Siamo esposti a rischi. È importante che il programma Vigipirate (il dispositivo di sicurezza antiterrorismo) sia rafforzato. Manteniamo tutti i dispositivi degli ultimi giorni, anzi li stiamo rafforzando nei confronti di alcune istituzioni e luoghi di culto. E’ stato deciso un primo dispiegamento di mezzi supplementari di 300 militari e affineremo il dispositivo.”

La manifestazione è quindi sicuramente il primo passo che la Francia vuole compiere in nome di un atto simbolico volto al ripristino dello stile di vita dei cittadini francesi, assicurando massima sicurezza attraverso il dispiegamento di 500 militari a Parigi e agli estremi.

Durante la marcia per la Repubblica, inoltre, fiancheggeranno la lotta al terrorismo anche i vertici degli altri Stati europei. Presenti all’appello Matteo Renzi, Angela Merkel, Mariano Rajoy, David Cameron e Petro Poroshenko.

Alessandra Mincone