Ad Arzano c’è una fabbrica, la Nuova Sinter, facente parte del ricco e variegato indotto metalmeccanico. Per anni ha prodotto componenti automobilistiche di prima qualità, rifornendo grandi marchi italiani ed esteri: Fiat, Renault, Pegeout e altri. Tuttavia questa fabbrica è fallita lo scorso Luglio, mandando a casa oltre 100 famiglie, 240 in tutto trai due stabilimenti di Ivrea e di Arzano.

Sin dalla dichiarazione di fallimento, pervenuta il 21 luglio scorso, gli operai hanno iniziato una lunga lotta fatta di assemblee permanenti, occupazione della fabbrica, ormai non più produttiva, e di scioperi veri e propri che hanno creato non pochi disagi alla città, riuscendo però ad attirare l’attenzione di qualche istituzione. Il Commissario Prefettizio, che guida la città di Arzano in attesa di elezioni, aveva promesso di portare la questione al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico. Gli operai sono stati ricevuti anche da Severino Nappi, assessore regionale al lavoro. Tuttavia nessuna di queste istituzioni ha fatto seguito alle promesse e alle rassicurazioni fatte agli operai.

Durante gli scioperi di Ottobre e Novembre gli operai hanno raccontato di come l’azienda, guidata dalla famiglia Zucco, abbia “truffato” gli operai, a detta degli stessi, non versando nel fondo pensionistico i contributi a cui i lavoratori rinunciavano mese per mese, provocando serie difficoltà anche nel riscuotere il Trattamento di Fine Rapporto (TFR).

NUOVA SINTER

E’ per questo motivo, quindi, che gli operai della fabbrica, sotto la guida delle sigle sindacali FIM, FIOM, UILM e UGLM, hanno indetto una nuova manifestazione pubblica in città. Per martedì 13 gennaio, infatti, è prevista un maxi corteo, a cui saranno presenti anche altri operai campani e probabilmente varie associazioni, che partirà dalla sede della fabbrica e che arriverà sino a Piazza Cimmino dove incontreranno il commissario prefettizio per chiedere lumi sullo sviluppo della situazione della Nuova Sinter. Per l’occasione in questi giorni sono stati stampati e distribuiti oltre 10.000 volantini, oltre che decine di manifesti che hanno tappezzato tutta la città.

“La Nuova Sinter era un fiore all’occhiello dell’industria metalmeccanica napoletana, e non si può lasciarla fallire senza far nulla e mandando 120 famiglie a casa senza un reddito”. A dirlo è Pasquale Nasti, sindacalista dell’UGL. che fa un appello: “La cittadinanza, le associazioni, gli operai e i disoccupati scendano con noi in piazza per salvare la Nuova Sinter ed evitare l’ennesima tragedia del lavoro in Campania”.

Francesco Di Matteo