In Francia il clima che presiede le riunioni del Fronte Nazionale con a capo Marine Le Pen si va inasprendo di ora in ora. L’attentato al giornalismo subito dalle satire di Charlie Hebdo, è diventato il paradossale strumento con cui la leader del FN è intenta a limitare la libertà di circolazione, additando il dito all’intera comunità islamica che ha definito “un’odiosa ideologia”.

Marine Le Pen, dopo aver espresso sui social network la volontà di richiedere un referendum sulla pena di morte, e dichiarando di appoggiarne anche l’introduzione, ha successivamente chiesto al Presidente Hollande di sospendere la libera circolazione in Europa escludendo la Francia dall’Area Schengen. Secondo la leader, quest’ultima misura sarebbe attua alla vigenza di più controlli alle frontiere con cui si potrebbero limitare nuovi attacchi terroristici, nonché il traffico d’armi.

“Ho espresso la necessità di misure per l’allontanamento o il ritiro della cittadinanza per tutti coloro i quali hanno una doppia cittadinanza e partono per addestrarsi o per combattere in un altro paese, per poi tornare nei nostri territori e commettere crimini barbarici.”

Inoltre afferma anche che “non c’è più tempo per l’ipocrisia” e che “l’assoluto rifiuto per il fondamentalismo islamico deve essere proclamato forte e chiaro.”

Le repliche non si sono fatte attendere. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha infatti dichiarato durante un’intervista su Skytg24 che “Shengen è la nostra libertà di circolazione, se per alcune decine di terroristi rinunciamo alla libertà di circolazione ed espressione, gli facciamo un regalo”. Parole che ha espresso anche lo scrittore Erri de Luca al programma Otto e Mezzo, dichiarando di non sapere come si sconfigge il terrorismo, ma che privare la libertà di qualsiasi cosa non è di certo la soluzione all’intolleranza religiosa, bensì ne scaturisce anche quella politica.

Il ministro Gentiloni invece offre spunti di riflessione che si speri arrivino a Marine Le Pen, la quale attende le elezioni del 2017, dichiarando: “Le norme attuali prevedono già la possibilità di chiudere i siti che fanno propaganda terroristica e esplicitamente propaganda antisemita, con le normative attuali i siti possono essere chiusi. Ci vuole un grande coordinamento tra i servizi di informazione di tutto il mondo e ci vuole anche una controffensiva culturale, il terrorismo certamente ha matrice islamica, ma non è l’Islam.”

Inoltre Gentiloni auspica una proficua unità nazionale, proiettata verso la marcia per la Repubblica, sostenendo di non credere che Le Pen sia stata “esclusa” dal team di vertici con cui manifestare dissenso al terrorismo, e afferma: “una partecipazione di tutti sarebbe la cosa più opportuna”.

 Alessandra Mincone