Secondo l’Nsa, dopo Parigi è Roma un possibile obbiettivo per i terroristi. L’attentato del 7 gennaio scorso alla redazione di Charlie Hebdo da parte di terroristi islamici ha spalancato gli occhi dell’Europa sulla minaccia del terrorismo. Ciò che è accaduto a Parigi molto probabilmente non sarà un caso isolato, ma rischia di diventare l’inizio di una lunga scia di terrore. Ad incrementare la tensione generale ora ci si mette anche il tabloid tedesco Bild am Sonntag che pubblica alcune informazioni rilasciate dalla Nationa Security Agency americana. Stando a quanto è stato prelevato da intercettazioni relative a membri interni all’estremismo islamico Roma potrebbe essere una delle possibili città scelte per prossimi attentati. Si legge sul Bild am Sonntag che “Nelle intercettazioni è stato fatto anche il nome di Roma. Commandos terroristici costituiti da 4 unità sarebbero diretti in Europa, talvolta camuffati come rifugiati”. Occorre precisare però – per evitare che si inneschino dannosi meccanismi di panico collettivo – che “piani concreti tuttavia non sono noti” (come si legge anche sul sito dell’ANSA).

Il clima a Roma e in Italia è tuttavia teso e le posizioni dei politici italiani sono contrastanti e spesso – nel caso di Salvini e Maroni – tese alla promozione di una chiusura totale delle frontiere. Il caso Hebdo ha permesso il rafforzamento di posizioni estreme e generalizzanti nei confronti della componente musulmana della popolazione europea e nei confronti degli immigrati. Il leader del Carroccio scrive su Facebook “Sospendere subito il Trattato di Schengen e reintrodurre i controlli alle frontiere!”. Le ultimissime su Roma hanno innalzato ancor di più l’allerta terrorismo e Alessandro Pansa – capo della polizia – ha ordinato un incremento degli standard di sicurezza. Secondo Pansa è sbagliato prestare attenzione solo ai luoghi di culto e di preghiera ma occorre intensificare ed estendere la sicurezza anche ad altri campi. Il caso di Charlie Hebdo ha mostrato quanto anche giornali e televisioni possano essere a rischio. Afferma Pansa in un documento rivolto ai prefetti: “L’attuale scenario internazionale con particolare riferimento a quanto accaduto in Francia impone una rivisitazione dell’intero quadro dei dispositivi di sicurezza e degli obiettivi da sottoporre a vigilanza”.

Valerio Maggio