Il vicesindaco Tommaso Sodano è stato rinviato a giudizio insieme all’ ex assessore comunale allo Sport Giuseppina Tommasiello, nell’ambito dell’ inchiesta sulle presunte irregolarità nella gestione degli affari comunali.

“Noi andiamo avanti, io in particolare vado avanti.” -Iniziano così le dichiarazioni del sindaco di Napoli de Magistris sul caso del suo collega Tommaso Sodano. Dichiarazioni che partono con un plurale maiestatis, per arrivare comunque ad un esplicito “io”. Il commento sembra stabilire che non ci debba essere una necessaria unione fra i due.

Il principio per cui nessun assessore era insostituibile fu già affermato in occasione del siluramento di Raphael Rossi dalla guida dell’ Asia. Intanto, Sodano è passato indenne attraverso le difficoltà del quinquennio demagistriano ed è ancora saldamento sulla sua poltrona. Ma le dichiarazioni di oggi del sindaco suonano ,piuttosto, di un quasi certo distacco.

Certo de Magistris ribadisce: “Sono molto sereno nell’affrontare questa vicenda, e non c’è nessuna polemica nei confronti di nessuno, né della magistratura né verso Sodano”. Nelle sue parole traspare tanto la voglia di non farle sembrare tanto polemiche perchè l’unica cosa che conta adesso è il suo futuro.

E’ vero che la vicenda Sodano “non è un colpo per la giunta”, ma è anche vero che de Magistris presenterà il Comune parte civile al processo, “con molta serenità, senza alcuna forma di condizionamento, perchè noi facciamo l’interesse pubblico, a prescindere dalle persone, e il vicesindaco non è al di sopra della legge.” Inoltre “ci sarà un processo, Sodano ha sempre detto di essere estraneo e di poter dimostrare la sua correttezza. Il processo serve proprio a questo, abbiamo fiducia nell’autonomia della magistratura e del fatto che Sodano si è assunto la responsabilità di dire che lui ha agito correttamente.”

Insomma nulla è dato per scontato in questo processo. A decidere se Sodano sia fuori dai giochi saranno direttamente i giudici.

Sodano, intanto, dichiara: “Sono sereno perché il processo consentirà di chiarire definitivamente la vicenda e la mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati. Non ritengo di dimettermi in quanto il rinvio a giudizio non equivale ad una sentenza. Valuterò di presentare le dimissioni solo nel momento in cui sulla vicenda dovesse intervenire una sentenza di condanna – aggiunge Sodano – fino ad allora vale il principio di presunzione di innocenza”.

Lisa Zaffinelli