POMPEI– Sembra assurdo, eppure, oggi se un cittadino di Pompei dovesse scegliere se lavorare a Roma o Napoli molto probabilmente, per questioni di comodità e accessibilità, sceglierebbe la prima.

Questo perché la linea ferroviaria che copre, o meglio che dovrebbe coprire, Pompei – Napoli ad oggi è inesistente e il tempo per arrivare a destinazione varia dai 45minuti ad un 1 h e 40, in media il tempo che treno frecciarossa impiega per raggiungere Roma (1 h e 10).

Ma non finisce qui. La situazione che a primo impatto potrebbe sembrare del tutto inglobata nella triste realtà in cui oggi riversano la maggior parte dei trasporti pubblici in realtà ha a che fare con un problema molto più delicato: Villa D’Elboeuf.

Questa è una dei più bei reperti settecenteschi del Miglio d’Oro che, nella consapevolezza più totale, è stata lasciata cadere a pezzi sui binari che collegavano Napoli – Portici, prima linea ferroviaria italiana.

Consapevolezza più totale perché da quando è stata costruita nessuno si mai posto problemi nel dividere parti del palazzo, di tutelare la villa da atti di sciacallaggio o ancora di ascoltare i numerosi richiami di denuncia di chi vedeva cadere di giorni in giorno pezzi di storia. Insomma un disastro che, come il più delle volte accade, poteva essere curato se non si dava spazio all’arte dell’omissione.

Di conseguenza quello che inizialmente fu considerato un momentaneo stop dei treni da Pompei e per Pompei, iniziato il 5 febbraio 2014, in realtà non è mai terminato.

L’unica alternativa che è stata posta per coprire il tratto disastrato è stata quella di creare un servizio sostitutivo. I treni regionali da e per Napoli e Salerno sono sostituiti con autobus tra Napoli e Torre Annunziata. I treni regionali da e per Battipaglia e Sapri percorrono, invece, la cosiddetta Linea Monte del Vesuvio, senza fermate intermedie tra Napoli e Salerno. I treni metropolitani della tratta Formia – Napoli, piazza Garibaldi – Salerno e viceversa sono sostituiti con autobus tra Napoli e Torre Annunziata. Un danno, quindi, che non investe unicamente Pompei ma tutte le linee da essa passanti o collegabili.

Il vero problema a questo punto sono proprio i tempi di percorrenza che, nonostante l’incremento del biglietto, quasi non assicurano un arrivo entro le ore annunciate per motivi che possono variare dal traffico del bus sostitutivo al ritardo dei treni per la coincidenza.

Non mancano le volte in cui sono gli stessi pendolari a rimetterci soldi proprio perché con un solo biglietto non riescono a coprire l’intero tempo di percorrenza nonostante quasi dovrebbe concederne due.

Ciò che ne risente, inoltre, è anche il turismo in quanto la città di Pompei deve far affidamento ora più che mai sulla Circumvesuviana, la quale è stata classificata peggiore linea ferroviaria d’Italia, insomma una doppia brutta figura per chi è in viaggio e vuole raggiungere gli intramontabili scavi di Pompei.

Ciò che si spera è che il più presto possibile venga messa in atto una soluzione alternativa per far sì che chi debba partire da Pompei, o anche solo passarci, per poi arrivare a Napoli non debba impiegare 2 h per percorrere 25,5 km circa soprattutto per rendere fluida la circolazione con qualsiasi altro mezzo di trasporto che da quasi un anno a questa parte vede le proprie linee affollate e insufficienti.

Carmela Davide