Non cessa il clamore mediatico attorno al fenomeno PEGIDA in Germania. Nell’ormai consueta adunata del lunedì a Dresda, la prima dopo i noti fatti di Parigi, si sono radunate all’incirca 25.000 persone; al loro interno, come noto, si trovano anche nuclei di hooligans e di neonazisti, sia del NPD che di altri gruppi.

Rifugiato eritreo ucciso a Dresda

Ciò che colpisce, tuttavia, è una strana ed inquietante coincidenza rivelata su Facebook da Mekonnen Mesghena.

Khaled Idris Bahray, 20 anni, rifugiato eritreo, è stato ritrovato morto martedì mattina intorno alle 7:40 nel blocco di condomini in Johannes-Paul-Thilman-Straße nel quartiere Leubnitz-Neuostra di Dresda nel quale viveva, in una pozza di sangue e con evidenti ematomi. Il giovane sarebbe uscito dall’appartamento, nel quale viveva con altri 7 coinquilini somali, lunedì sera intorno alle 20, incurante della concomitante adunata di PEGIDA e delle minacce ricevute dagli africani da parte di persone che si suppone abbiano preso parte alle adunate, per acquistare frutta e verdura: una commissione breve, per la quale aveva lasciato il cellulare in casa, e dalla quale non ha più fatto ritorno.

La polizia indaga sull’accaduto, dicendo che non ci sono ancora sufficienti elementi per stabilire le cause del decesso, ma che sono presumibilmente da escludere dalle ipotesi sia il suicidio che un incidente che una malattia. In settimana saranno noti i risultati dell’esame autoptico effettuato in data odierna.
Una fiaccolata si è tenuta nella città sassone, in Jorge-Gomondai-Platz, con la presenza di circa 250 persone.

Gli indizi attualmente sembrano portare ad una ricostruzione tragica: un giovane rifugiato in fuga, ucciso da un numero imprecisato di neonazisti lo stesso giorno dell’adunata di PEGIDA. Uno spettro che riporterebbe la Germania a tempi che si auspicavano superati e dimenticati.

Rimandiamo alle fonti in lingua tedesca: MOPO24, Süddeutsche Zeitung, Sächsische Zeitung, Die Freiheitsliebe. In lingua inglese è consultabile The Guardian.

PEGIDA: «Rispettiamo l’Islam ma temiamo la Shari’a»

Al di là del tragico accaduto, tuttavia, il portavoce di PEGIDA Udo Ulfkotte rilascia alcune dichiarazioni a Russia Today: «Vogliamo mantenere la nostra cultura, le nostre tradizioni, i nostri valori cristiani. Questo non vuol dire che non rispettiamo l’Islam, abbiamo invece paura che la Shari’a si radichi nell’Occidente. Rispettiamo l’Islam, ma è inaccettabile che un tribunale citi il Corano nelle sentenze, non ha nulla a che vedere con la Germania. Siamo tutti uguali, non vogliamo diritti speciali per i musulmani». Ulfkotte aggiunge che la Merkel è sotto pressione «non di destra né di sinistra, ma di molteplici fattori tra i quali l’islamizzazione dell’Europa e le spinte per una guerra russo-ucraina che innervosiscono la gente».
C’è spazio anche per parole di monito e per inviti già uditi in Italia: «Non vogliamo diffondere odio, vogliamo dire alla gente di aprire gli occhi e di accettare che l’Islam non è una religione pacifica» – dice Ulfkotte citando gli infiniti scontri interni al mondo musulmano e i conflitti tra Sciiti e Sunniti – «Così tanti musulmani che si uccidono a vicenda, non c’è bisogno di PEGIDA per dire che ci sono persone islamofobiche. In ogni caso, non siamo xenofobi: tutti sono benvenuti, se si vogliono integrare e vivere pacificamente con noi, non abbiamo alcun problema di quel tipo».

Simone Moricca